Terzo giorno di ferie e primo di herpes… tempismo perfetto, aggiungerei. Notte insonne e non per l’imminente viaggio, ma perché io tossisco e lui russa. Il tutto mentre lei, che ha deciso di dormire tra noi, mi prende a calci… che quadretto da famiglia del Mulino Bianco!

Ah, comunque oggi si parte. Si va a Cuba!!! Non vi ho spoilerato nulla perché sono brava. In realtà, l’ho fatto per scaramanzia perché non si sa mai. Come è spuntato l’herpes dopo mesi/anni/secoli, potrebbe spuntare anche altro e io non voglio rotture di scatoline. Soprattutto in vacanza. Soprattutto a Cuba.

Vi rendete conto? Cuba! Io non ci sono mai stata. Il coinquilino si, è la sua terza volta. Forse voleva sposare una cubana, ma poi ha preferito la romana (mica stupido).

Ognuno di noi ha un trolley. Un trolley per due settimane (ormai siamo dei maghi nel preparare le valigie). Poi abbiamo una valigia grande in cui abbiamo messo (udite udite) cibo e medicine. Questa valigia è il nostro tallone d’Achille. Ma si sa, siamo italiani e diciamo previdenti, diciamo.

Chiudiamo tutto, l’ultima valigia, l’acqua, il gas, la porta di casa e la cerniera del 100 grammi. Sì, sono uscita indossando il 100 grammi perché a Cuba (vi ho già detto che andiamo a Cuba?) fa caldo e sì, sono uscita di casa con 2 gradi a Roma. Avete capito bene, 2 gradi. Ammazza che freddo!!!

Partenza per Cuba

Arrivati all’aeroporto ci dividiamo. Un team perfetto. Chi cerca non so cosa, chi si reca ad impacchettare le valigie e chi deve mettersi in coda per la spedizione dei bagagli. Indovinate chi? La sottoscritta, bravi!

La coda più lunga di tutta Fiumicino. Ovviamente sono l’ultima della coda. Sento due tizi chiacchierare tra loro…
“Meno male che non sono l’ultimo.”
“Perché?”
“Perché di solito vanno in over booking e l’ultimo della coda rimane a terra.”
Mi volto e sono ancora l’ultima della coda. Inizio a sudare freddo. Dopo circa 20 minuti mi sono spostata forse di 1 cm, mi volto e dietro di me una lunga coda di persone e bagagli… pericolo over booking scongiurato.

Dopo un periodo di tempo indescrivibile arrivo a vedere la tipa che mette l’etichetta di ok sul bagaglio a mano. Quella gialla che consente di portare il trolley in cabina. Il primo è ok, il secondo no, il terzo no… non si scompone minimamente quando dice “No, non passa!” Il coinquilino la guarda, mi guarda, fissa il suo trolley e “La mia non passa. Sono certo.”

Ovviamente la sua passa. Ad avere problemi è  il mio trolley “Signora, il suo trolley non passa” – “Si, passa” – “No, non passa” – “Si, passa” -“Ok, lo inserisca lì dentro” – Fisso l’aggeggio della tortura. Prendo il mio trolley e sento una voce “Lo sapevo, non entra” – Insisto, cercando di farlo entrare con la forza del pensiero oltre a quella fisica – “Inutile insistere, non entra”.

Mentre la fulmino con lo sguardo, mi accanisco sul trolley come neanche Anastasia e Genoveffa con la scarpetta di cristallo e “ENTRA!!!!” – Ovviamente, tutto l’aeroporto apprende la notizia. Ovviamente ho insistito un po’ troppo e, ovviamente, il trolley si è incastrato nell’aggeggio della tortura. Ma questo è solo un piccolo particolare.

Dopo aver perso tutto il tempo in coda (se dovete partire per Cuba con Blu Express di Blu Panorama, recatevi in aeroporto secoli prima) addio shopping. Ma questo è solo un altro piccolo particolare, giusto?

Arrivati al gate mi ricordo che dovevo acquistare le riviste per il volo. Cavolo! 11 ore senza leggere e senza guardare film (dicono che con questa compagnia non ci sono gli schermi e non ci sono programmazioni), cosa faccio? Ovvio, dormo! Dormo durante tutto il viaggio. Impressionante. Non ho mai aperto occhio. Ho recuperato tutto il sonno arretrato (diciamo così).

Comunque, a differenza di quanto si legge in internet, si possono vedere i film su un dispositivo personale (smartphone, tablet o altro). Ciò che manca sono i monitor sul sedile, ma collegandosi alla rete wifi dell’aereo si può trascorrere il tempo con giochi, film e altro.

Tranne qualche breve e lieve turbolenza, prontamente segnalata dal pilota, il volo è stato piacevole (sarà che ho dormito tutto il tempo).

L’aeroporto di Santiago de Cuba è piccolo e, se dico piccolo, fidatevi. E’ proprio piccolo. Scesa dall’aereo mi rendo conto che siamo noi, l’aereo e il nulla. Mai visto un aeroporto che ospita un solo aereo.

Santiago de Cuba aeroporto

A piedi ci dirigiamo verso il prefabbricato per i controlli di rito. Una foto, il visto, il timbro e passiamo il primo livello. Il controllo al metal detector e passiamo il secondo livello. Poi il controllo dei bagagli e si apre la porta… WELCOME TO SANTIAGO DE CUBA!

Santiago de Cuba by night

Il nostro autista (che lusso) ci saluta e ci porta alla casa particular dove soggiorneremo. Ceniamo al volo con dell’ottimo pesce cucinato al momento e andiamo a dormire. In fin dei conti in Italia sono le 3 del mattino e io ho un po’ sonno 😉

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