Gli anni del liceo sono stati i migliori (tanto studio sì, ma anche tante risate) e hanno posto delle solide basi per gli anni successivi, ma torniamo al nostro brutto anatroccolo.

Lo vedevo tutte le mattine, poggiato su quel paletto accanto a scuola.Tutte le mattine lo guardavo dall’angolo dell’occhio così da non farmi capire.

Lui, bello come il brutto anatroccolo, aveva colpito la mia attenzione. Capelli lunghi fino alle spalle, neri e ingelatinati che proprio non mi piacevano. Occhiali un po’ spessi, forse un po’ troppo spessi che rendevano i suoi occhi piccoli, forse un po’ troppo piccoli. Non particolarmente alto, ma se non mettevo i tacchi poteva andar bene. Lo ignoravano tutte, ma io no.

La scuola è terminata e per 3 mesi, 3 lunghissimi mesi, non l’ho visto. Ma l’estate non dura per sempre e settembre si è presentato senza preavviso.

Arrivo davanti scuola e sul paletto vedo poggiato un ragazzo bellissimo. Capelli neri, corti e ingelatinati che stavano perfettamente con quegli occhi verdi. Ho già detto che era bellissimo?

Lo guardo e arrossisco. Mi guarda e accenna un sorriso. Il brutto anatroccolo era diventato il cigno che immaginavo.

Ovviamente è diventato il ragazzo più popolare della scuola. In pochissimi giorni le sue quotazioni sono salite alle stelle. Tutte le ragazze del quartiere sbavavano dietro a lui e io con loro, ma loro non sapevano che in me si nascondeva una stalker telefonica.

Ho recuperato, non ricordo né come né perché, il suo numero di telefono. Lo ricordo ancora a memoria… 06-72… Se l’ho mai chiamato? Si, certo! Le prime volte in forma anonima, ma talmente tanto anonima che a scuola lo sapevano quasi tutti. Tutti tranne lui (o forse faceva finta). Siamo andati avanti così per circa un anno. Fino al giorno degli esami di maturità. I suoi, ovviamente. I miei erano ancora lontani.

Non ricordo come (ma forse l’ho rimosso), avevo un mezzo appuntamento con lui. Un incontro al bar davanti scuola il giorno di una delle prove scritte. Sembra assurdo, ma ogni cosa che riguarda me è tanto assurda quanto vera. Come è andata?

Lui non si è presentato. Il giorno degli esami non si è presentato?! In realtà si è presentato, ma direttamente a scuola senza passare dal bar. E, come a Monopoli, è andato in prigione senza passare dal via. Mi ha dato buca? Ni. Un suo compagno di classe si era rotto un piede e lui lo aveva portato a scuola in auto e accompagnato in classe aiutandolo con le stampelle. Si è scusato? Si. Ma ormai avevo perso interesse per lui. Ovviamente ho continuato ha stalkerizzarlo telefonicamente. Eravamo diventati degli ottimi phone friends. L’ho più rivisto. Ovviamente si.

Ero con degli amici in un pub al centro di Roma. Fortunatamente non bevo e, se lo faccio reggo l’alcol, questo per dire che ero perfettamente lucida. Andiamo in cassa a pagare e… dopo tot anni il brutto anatroccolo è qui!!! Carramba, che cxxo! (aggiungerei). Almeno a inizio serata e invece no, alla fine. Quando sei sfatta (grazie destino).

Lui, ancora nelle vesti di cigno per essere oneste. Ci guardiamo e questa volta sono io ad accennare un sorriso prima di farfugliare “Eh già, sono come i funghi. Spunto ovunque.” – Sono come i funghi spunto ovunque?!?! Ma cosa avevo nella testa? Era meglio se tacevo! – Lui mi fissa e… “Mi sono sempre piaciuti i funghi.” Noi paghiamo e prima di andare lui via butta lì una frase “Fatti sentire.” – Tana per Donatella la stalker telefonica.

Non l’ho mai chiamato e non ci siamo più rivisti però (ricordatevi che c’è sempre un però) quando passo sotto casa sua riaffiora qualche ricordo. E comunque sì, l’ho cercato sui social e no, non l’ho mai trovato (oppure non lo riconosco più). !

Sì lo so, non ero più la stalker di una volta.

ex fidanzati

Prima di abbandonare gli anni del liceo vorrei parlare di lui, il mio toy boy. Sono stata una pioniera anche in questo, io ho avuto il toy boy prima di Madonna, prima della Ventura prima delle milf. Io ho avuto il toy boy quando ancora non si chiamava toy boy.

Siamo stati insieme circa due anni fino a quando l’ho lasciato. Perché l’ho fatto? Perché iniziava a piacermi un altro tipo, un giocatore di pallavolo. Tutto questo prima di scoprire che volley man era un amico di toy boy e la storia è terminata prima di iniziare (il destino con me sempre un tempismo perfetto). Ho più rivisto volley man? No, credo di no. Ho più rivisto toy boy? Ovviamente si.

Qualche anno dopo la fine della nostra storia ci siamo risentiti (non ho problemi a restare amica di un mio ex, soprattutto se si è comportato bene). La pseudo amicizia è durata fino a quando mi ha svelato, o risvelato, i suoi sentimenti. A quel punto e per il suo bene sono sparita. Ma ricordatevi che, per quanto possiate sparire, per quanto Roma possa essere grande, il destino ci mette lo zampino.

In una splendida giornata primaverile ero seduta sul mio scooter in Via Cola di Rienzo a Roma. Nell’attesa che arrivasse la mia amica ho iniziato a leggere un libro. Ero in pace, ma la pace è durata veramente poco. In un attimo mi sono sentita accerchiata, ero nel bel mezzo (proprio al centro intendo) di una retata della polizia municipale nei confronti degli abusivi. Mi sono trovata nel mezzo di grida, manganelli e fuggi fuggi.

Fuggivano tutti, ma io no. E non era coraggio il mio, semplicemente non sapevo dove andare. Poi un lampo di genio (e che genio) e mi sono nascosta tra il mio scooter e quello accanto, accucciata a terra (la morte del topo per capirci). Mi volto e vedo lui, toy boy abbracciato a una lei. Mi guarda, mi alzo in maniera disinvolta, lo saluto e un braccio mi tira dentro a un negozio nel momento in cui stavo per essere colpita da non so cosa.

Ero in salvo da tutto e tutti e il mio salvatore era il proprietario del negozio. Finita la guerriglia e ringraziato il salvatore, sono uscita dal negozio. Il mio scooter era l’unico intatto, l’unico a non aver subito danni. Ancora oggi non so chi mi ha protetto quel giorno, ma GRAZIE DAVVERO! Ho più rivisto toy boy? No, almeno credo di no.

Però l’ho cercato su facebook, gli ho scritto in privato ma non mi ha mai risposto. Mi piacerebbe sapere che sta bene, che si è sposato e che ha dei figli. Sarei curiosa di sapere in cosa si è laureto, che lavoro fa e dove vive (in fin dei conti la curiosità è donna). Per ovvi motivi rimarrà la curiosità, però se lo conoscete e sapete qualcosa scrivetemi in privato 😉

Credo che con oggi possiamo chiudere gli anni del liceo, ma le storie tanto divertenti quanto surreali non terminano qui…

 

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