Ci hanno insegnato che la vita è fatta di fasi, di ere. Ricordo ancora, se mi impegno un pochino, quando a scuola studiavo l’era paleozoica, quella mesozoica, poi ce ne dovrebbero essere altre che temo di aver perso con la crescita. Ho capito, però, che la mia vita si basa su altre ere.

L’era dei pomeriggi a casa a fare i compiti guardando i cartoni animati.

Lo so, non si fa, però mi piaceva tanto ed ero anche abbastanza bravina. Non a fare i compiti (va beh, ero bravina anche in quello), ma a guardare i cartoni animati. Ricordo ancora tutte le puntate a memoria e, quando faccio la doccia, mi sento un po’ Cristina D’Avena ad un concerto.

L’era dei pomeriggi in giro con gli amici e zero voglia di studiare.

Lo so, non si fa, ma quei libri così tristi, senza colori, senza immagini, proprio non mi trasmettevano nulla. Figuriamoci la voglia di studiare. Comunque non sono mai stata bocciata.

L’era delle serate in giro in scooter con le amiche.

Lo so, non si fa, può essere pericoloso, ma quante risate e quanti balli in discoteca. Magari scriverò un post sui momenti più divertenti e pazzeschi (e ce ne sono tanti).

L’era del primo amore con relative farfalle nello stomaco.

Lo so, non si fa. Lasciamole libere di volare queste farfalle. Le ore ad attendere davanti a quel telefono fisso con il filo troppo corto. Non mi chiama, cosa starà facendo? Che nostalgia di quei momenti. Oggi sappiamo tutto di tutti, anche senza volerlo.

L’era degli ex e degli amori finiti.

Intere pagine della Smemo scritte e strappate. Lo so, non si fa. Però quel gesto dava la sensazione di tagliare con il passato e di ricominciare con il futuro. Peccato solo che i ricordi possono cancellarsi facilmente su carta e, difficilmente nella testa.

L’era della scatola dei ricordi.

Lo so, non si fa. E non perché non sia bello conservare dei ricordi. E’ solo che sono del cancro, il segno conservatore per eccellenza, quello legato al passato. Morale? Ho una casa piena di scatole.

L’era dell’università e del sentirsi grande senza esserlo veramente.

Lo so, non si fa. Scusate, ma perché non si dovrebbe fare? Forse gli anni più spensierati, quando si aveva il tempo e la forza di fare tanto e, soprattutto, la presunzione di conquistare il mondo.

L’era degli esami.

Lo so, non si fa. Purtroppo questa si fa e come! Gli esami nella vita non finiscono mai. Frase sempre vera e sempre attuale. Oscar Wilde diceva che l’esperienza è il tipo di insegnante più difficile. Prima ti fa l’esame, poi ti spiega la lezione.

L’era degli stage e dei tanti lavori a retribuzione zero.

Lo so, non si fa. E questa volta lo dico io, se uno lavora deve essere giustamente ricompensato per l’impegno che mette nel proprio lavoro. Lo stagista dovrebbe diventare un’altra figura lavorativa. Poi, finalmente, è arrivato il lavoro retribuito e… Va beh, lasciamo perdere.

L’era della convivenza, della famiglia e del primo figlio.

Lo so, non si fa. Ah no, questo si fa. Scusate, mi ero fatta prendere la mano dal “NON SI FA” tipo Tata Lucia. Quando il 2 diventa diventa 3 ed il caos inizia a regnare sovrano prima di trovare un nuovo punto di equilibrio.

L’era dell’amore e dell’odio quando i conflitti non sono con gli altri, ma sono interni a noi stessi.

Lo so, non si fa. Dovremmo amarci un po’ di più e sempre. Dovremmo perdonare alcuni nostri comportamenti e non essere troppo severe nel giudicarci.

Monument Valley.

Ovviamente ci sono tantissime altre ere perché, come gli esami, non finiscono mai. Ne ho citate solo alcune, quelle che ho ritenuto più significative. Ognuno di noi ha delle ere nella sua vita. Alcune saranno uguali, altre totalmente diverse. Quali sono le ere della vostra vita?

 

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