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Seguo Chiara da poco tempo, ma mi sembra di conoscerla da sempre forse perché ci somigliamo, abbiamo entrambe lo stesso modo romano di vedere la vita. Vi è mai capitato di “conoscere” qualcuno (io la conosco su carta ovviamente) e di pensare “OMG, quella frase la dico sempre io; ha le mie stesse manie; cazzaroletta sta facendo quella cosa che voglio fare da tanto e non ho mai osato”. Bene, io ho vissuto le stesse cose leggendo Chiara e un po’ ho paura devo ammetterlo però non sto quì per parlare di questo. Bene, seguendo il suo blog sono sempre aggiornata su ciò che scrive ed ho letto della possibilità di poter partecipare alla prima di Room. Mi sono detta perché no, ci provo giusto per mettermi alla prova. Per partecipare bisognava raccontare un’esperienza madre/figlia ed io ho raccontato la mia brutta esperienza. Dopo qualche giorno ho ricevuto una mail da Chiara, si proprio da Chiara in persona (Ma che davvero?!??!?!?) nella quale era scritto che avrei partecipato alla prima del film Room insieme ad un accompagnatore. Dopo aver fatto 10 piroette 3 metri sopra la sedia ho screenshottato la mail al coinqui chiedendogli di essere il mio accompagnatore. Ho atteso il primo giorno di Marzo come le idi per gli antichi, un evento. Lui è venuto a prendermi in ufficio e poi dritti verso gli Universal Pictures. Arrivati a destinazione (secondo il navigatore) parcheggiamo al civico 20 e, da brava ex scout, vado alla ricerca di un parchimetro (impresa eccezionale). Con il bigliettino tra le mani vincitrice dell’impresa torno all’auto e poi verso il civico 12 passando per il 20B, 20A, 18C, 18B, 18A e via dicecendo con tutto l’alfabeto. Dopo una piccola maratona arriviamo al tanto sospirato 12 e saliamo al quarto piano. L’ingresso normalissimo, ma accanto all’ascensore una bella seduta di legno (che non la fai una foto?), scesi dall’ascensore la targa Universal Pictures (che non la fa una foto?), poi la sala (che non la fai una foto?), lo schermo (che non la fai una foto?). Dopo un breve book ci accomodiamo.

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“Massi, ti prego spegni il cellulare”

“Ok. (le ultime parole famose) Si pronto, no non mi disturba affatto”

Mi giro e non lo vedo più, al suo posto una poltrona vuota. Entra la gentilissima Dunia che ci ringrazia della partecipazione e prima di uscire la butta lì “il film è in lingua originale”. Il film è in lingua cosa??????????????

Rientra il coinqui e la butto lì anche io “Il film è in lingua” – “Quale lingua?” – “Rumeno, è un film rumeno. Scusa non lo sapevo” – “Stai scherzando?” – “io no, tu?”. Inizia il film e, ovviamente, era in lingua inglese o meglio nella mia amata lingua americana. Era decisamente più semplice ed emozionante seguire i dialoghi che leggerli. Temevo di trovarmi davanti ad un film noiosissimo, temevo di addormentarmi dopo 10 minuti, invece dopo 3 minuti ero attaccata allo schermo, ipnotizzata dalla perfetta interpretazione di Jack (adoro quel bimbo). Dopo 10 minuti ero già in mood VOGLIO MIA FIGLIA, la voglio quì ora, la voglio sempre, la voglio stringere, abbracciare, baciare, annusare, la voglio vivere insomma. Dalla scena dell’armadio avevo il rubinetto del condotto lacrimale rotto e non volevo farmi vedere, non volevo essere identificata come la piagnona del cinema, ma non avevo un fazzoletto (cavolo, portate i fazzoletti). Ero lì con le mie lacrime che asciugavo con la forza del pensiero, ero lì fisicamente nel cinema e mentalmente nella room. Terminato il film non avevo angoscia nonostante il film sia stato ispirato da una storia vera. Non voglio dire che sia un film leggero perché non lo è, ma non è pesante, sono uscita con la speranza e la consapevolezza che può andar meglio di quello che pensiamo, che al problema c’è una soluzione se vogliamo, che la nostra forza siamo noi e noi se vogliamo possiamo. Sono uscita con la voglia di correre da mia figlia, di cercare di darle la vita che merita e che meritano tutti i bimbi.

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 Oggi vi parlo ancora di questo film perché è davvero bello e mi ha colpita molto e poi perché oggi è venerdì e bisogna scegliere il cinemino per il weekend e ROOM è un’ottima scelta e, ricordatevi i fazzoletti.

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