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Con le pinne, fucile ed occhiali… secchiello, paletta, canottino, ciambella, braccioli, birilli, retino, laninalapintaelasantamaria, vi dirigete verso la meta balneare delle vostre meritate e tanto sudate vacanze. Quando partivate in due il minimo indispensabile era un trolley a testa, di quelli minuscoli, perché portavate lo stretto indispensabile, infradito, costume, pareo e what else? Noi eravamo proprio così, bei tempi, quanti ricordi…ah i ricordi… ora che ci penso, di ritorno da Mallorca per 1kg in più ci avevano chiesto un rene ed il coinqui con scatto felino si riappropriò del suo amato trolley (talmente tanto amato che lo aveva fatto sigillare contro ignoti), lo scartò con tale vigore che neanche a Natale, si impossessò di qualche capo che adagiò con cura in una busta di plastica e si diresse tutto contento ai controlli con quella tenera, repellente, piccola busta contenente panni sporchi, dopo essersi accertato che il suo trolley fosse nei limiti imposti. Proprio bei ricordi, proprio belle immagini impresse nella mente! Bene, eravamo rimasti che eravamo una coppia, un 2×2, 2 persone per 2 trolley. Oggi che siamo una famiglia siamo un 3xinfinito, 3 persone per infiniti bagagli, ma come è possibile?! Portiamo lo stretto necessario, infradito, pareo e costume… e se ha la febbre? ok, portiamo le medicine, ma non una, tutta la farmacia. E se si stanca? ok, portiamo il passeggino, ma non quello smilzo, il trio. E per i pasti? ok, portiamo le posate ed i piattini, il biberon per il latte, quello per l’acqua, quello per la camomilla – “e il biberon per la mia birra?” – e se si annoia? ok, portiamo i giochi da mare, i giochi da casa, i giochi da giardino, il tablet per i cartoni…

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Potrei continuare all’infinito perché noi siamo italiani siamo un po’ così, pensiamo sempre a tutto, ma proprio a tutto e tutti. Non potete immaginare quante tende Quechua abbiamo visto in spiaggia e non parliamo di stranieri perché loro si riconosco sono sobri, noi invece ci facciamo riconoscere siamo previdenti. E così mentre loro la spiaggia la occupano, noi la colonizziamo con tavolini, sedie, panche, 4 ombrelloni a testa e il pareo lo utilizziamo non sulla sabbia ma in aria per creare l’ombra tra le ombre perché tanto per stare comodi ci sono le sedie, no comment. Ho visto cose che voi umani neanche potete immaginare.

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Tornando alla partenza e al tema valigie, fonte di estenuanti litigi, anche noi abbiamo portato lo stretto necessario, mezza casa, e siamo fortunati che viviamo in un bucolocale. Per evitare di rovinarmi le vacanze con litigi vari ho lasciato al coinqui il compito di giocare a tetris con le valigie e l’auto e mi sono limitata ad osservarlo da lontano, molto lontano. E così dopo aver sistemato il trolley nostro, il trolley suo (cioè scusate due adulti si dividono un trolley ed una bimba ne ha uno tutto suo? Ma i vestiti non dovrebbero essere più piccoli ed occupare meno spazio?!?), il passeggino, la borsa del mare, il mini trolley con lenzuola ed asciugamani (abbiamo scelto una casa per essere più comodi e più liberi), la borsa con i giochi intrattenimento auto, la borsa con gli snack da viaggio, dopo aver sistemato JP sul seggiolino, mi sono chiesta quale fosse il mio posto. Alla fine l’ho trovato, lì all’angolino accanto al finestrino, talmente accanto da poter vedere il mondo da vicino e non solo quello. Ed ora? Si parte penserete voi. Lo pensavo anche io. Motore rombante, l’auto si muove e – “Mamma, la scimmia!” – giusto il tempo di capire come scendere dall’auto, ricordarsi dove avevo messo le chiavi di casa in quel caos, aprire casa, prendere la scimmia (che poi a essere sinceri, era l’orso del coinqui di quando era piccolo. Ammetto che come orso è veramente bruttino e che forse da scimmia potrebbe avere più successo), chiudere casa, salutare tutto il palazzo che ha deciso, casualmente, di scendere proprio in quel momento, aprire la portiera, consegnare tutta contenta la scimmia a lei e ricevere un grande sorriso come ricompensa, guardare meglio e capire che non vi ricordate come eravate sedute prima in quel minusolo spazio.

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Che le vacanze abbiano inizio! Le vacanze con i bimbi sono meravigliose, ma devono essere studiate nei minimi particolari e bisogna inserire in ogni particolare un rischio perché i bimbi sono imprevedibili, piangono mentre ridono e ridono mentre piangono, non sai se si stanno annoiando/divertendo/ammalando etc etc… JP ha un amore con l’auto ed i lunghi viaggi che ve lo raccomando. Eravamo appena partiti e lei – “Siamo arrivati? Posso scendere?” – “Amore dobbiamo arrivare nel Salento e noi siamo a Roma. Il Salento è taaaaaaaanto lontano, dobbiamo avere un pochino di pazienza” – labbrino triste, OMG sta per piangere! Ecco, bisogna programmare tante soste e farli giocare in autogrill. Io sono molto severa in auto, concedo solo giochi soft e niente più perché tutto potrebbe essere motivo di distrazione del guidatore ed è un attimo, ma le soste sono tassative. E, a forza di soste, siamo arrivati moooooolto tardi, ma è andata bene così. Una sosta abbastanza lunga l’abbiamo programmata a Caserta. Per vedere la reggia? No, per fare un giro all’outlet!

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Evidentemente non eravamo abbastanza carichi perché abbiamo fatto shopping, ma abbiamo anche giocato con le fontane e scattato foto con i Paw Patrol.

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Dopo altre mille soste siamo giunti a destinazione a Castro, località salentina molto carina ma ve ne parlerò dettagliatamente nei prossimi post. La casa in cui siamo stati veramente molto bella, arredata nei minimi particolari con molto gusto, posizionata al centro di Castro, proprio accanto al castello, centrale ma silenziosa.

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Mi sono sentita veramente a casa e, sopra il letto, abbiamo trovato un quadro di New York proprio come sopra il nostro letto a Roma. Se questo non è destino…

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Outing:

  • noi siamo partiti veramente con lo stretto necessario più un giacchino, ma per JP ho pensato agli abiti estivi più due cambi invernali perché il tempo è più imprevedibile di loro. Scarpine aperte e scarpine chiuse, ciabattine mare e ciabattine per stare in casa, costumini vari, accessori (questa è una mia piccola malattia), bagnodoccia, accappatoio e kit pulizia denti.
  • abbiamo organizzato una piccola borsa con tutte le medicine che potrebbero servire, soprattutto quelle che necessitano di prescrizione medica e che non si possono acquistare così facilmente in farmacia.
  • insieme a lei abbiamo organizzato la borsa dei giochi con il secchiello con formine e paletta, le bolle di sapone, una pallina, fogli su cui scrivere, un album da colorare, colori per disegnare sulla pelle e tattoo.
  • non abbiamo riempito troppo la borsa mare perché un compagno di viaggio pesante non è il massimo. Abbiamo abbandonato i vecchi teli mare di spugna molto ingombranti ed abbiamo acquistato quelli in microfibra, che si asciugano subito e sono poco ingombranti. Nella trousse mare solo creme solari con spf 50 perché con il sole non si scherza. Bandane, cappellino, un buon libro e basta.
  • nel trolley piccolino solo asciugamani e lenzuola.
  • il passeggino che non abbiamo mai utilizzato, ma proprio mai. Ci dormiva la scimmia quando eravamo al mare perché la sera la scimmia dormiva nel lettone con noi.
  • nella borsetta della tecnologia la reflex, l’ipad, i caricabatterie.
  • nella trousse il necessario per essere presentabili due settimane fuori casa. Mmmmmmm, io che discendo dalle scimmie più di tante altre ho portato sia l’epilatore (che ho usato) sia il kit ceretta (che non ho utilizzato)

Per alcuni sembrerà tanto, per altri poco. A noi è sembrato lo stretto necessario un po’ eccessivo e vi assicuro che la metà di quello che abbiamo portato non è stato utilizzato, ma noi siamo italiani quindi pensiamo a tutto perché non si sa mai…

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