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Ti svegli all’alba, con un occhio chiuso e l’altro anche, del tipo che metti i piedi fuori dalle coperte e già ti penti di quello che stai facendo e, come se non bastasse, sei talmente tanto rimba che inevitabilmente ti incontri e scontri (non con Andrea e Giuliano perché non sei Licia) con l’angolino del comodino mentre sei alla ricerca delle pantofole con le quali il coinqui la sera prima ha gentilmente giocato a calcetto facendo goal sotto il letto. Con la super vestaglia di pile, quella molto sexy, ti avvii verso la cucina evitando una barbie, una principessa, un pony ma non la pallina che colpisci con tutta la forza e quasi riduci in mille pezzi il delizioso vaso regalato da xxx (caspita! c’ero quasi riuscita facendolo sembrare un incidente). Finalmente arrivi cucina (e pensare che abito nella casa di Renato Pozzetto quando ha deciso di andare a vivere da solo… TAAAAC), accendi la luce, metti a fuoco (forse era meglio non mettere a fuoco), metti il latte a scaldarsi e ti vai a lavare il viso. Giusto il tempo di rinfrescarti con dell’acqua gelata e torni in cucina e… il latte è ovunque (anche questa mattina è uscito dal cappuccinatore della Nespresso nonostante l’aver rispettato il livello di guardia). Pulisci tutto, riprepari il latte finalmente ti rilassi un attimo. Dopo la colazione, dopo esserti preparata, dopo aver preparato il biberon a JP (si ancora adora il rito del biberon la mattina e, se tale madre tale figlia, lo adorerà ancora per molto tempo), dopo aver preparato il pranzo, dopo aver programmato la cena, dopo tutto è arrivato il momento di uscire di casa.

Ciao bella, soldi caffè… Giorno signora, 1€ per mangiare… Ciao, mi dai qualcosa…

Cioè, hai fatto neanche 10 metri e virtualmente hai già donato mezza giornata di lavoro. Come tutte le mattine saluto tutti e basta. In metro vieni accolta da un mitra puntato alle ginocchia e No, non sei Lara Croft. Come tutte le mattine giochi con le obliteratrici che, puntualmente, non obliterano il biglietto. Passi la tessera accanto alla prima ma nulla, seconda, terza, quarta, torni alla prima e magicamente si apre (me state a pijà ….?). Nel frattempo sei al telefono con tua madre che BLABLABLA, si mamma ma, BLABLABLA come se tu non esistessi e poi all’altezza della banchina cade la linea. Dopo 5 secondi ti arriva un suo wa (perché anche la mamma è super tecnologica) “sei una maleducata”. Quando, finalmente, arrivi a destinazione la richiami e lei BLABLABLA MALEDUCATA BLABLABLA. “Mamma, ero in metro è caduta la linea”. “Tutte le mattine cade la linea? Sei maleducata perché mi attacchi il telefono in faccia”. “Mamma tutte le mattine prendo la metro per andare in ufficio e tutte le mattine cade la linea”. “Ah,beh… ci può stare”.

Arrivi in ufficio “GIORNO A TUTTE”, ti sistemi alla scrivania e pensi dai 8h passano in fretta che vuoi che possa succedere oggi. Gli ultimi pensieri famosi. Che può succedere?!??!?!?!? Di Tutto!!! 8h passano in fretta???? Dopo 10h sei ancora in ufficio, con gli occhi a palla che sembri una tossica a rota, talmente tanto tesa che suoni meglio di un violino. Quando finalmente esci dall’ufficio è notte, in strada non c’è nessuno, in metro sei da sola con qualche zingaro che torna dalla sua giornata di lavoro con un sorriso stampato sul viso perché ha guadagnato più di te (in qualche angolo della città ci saranno turisti a piangere i loro portafogli, pregare le guardie affinché ritrovino i loro documenti e amare la loro città decisamente con meno ladri) (il vero titolo del film doveva essere piangi prega ama e non mangia prega ama, ecco!). Arrivi a destinazione, stanca, nervosa, affamata, con la sola voglia di catapultarti sotto la doccia bollente e lei ti apre la porta “MAAAAAAAMI. Mamma mia” e ti abbraccia come solo lei sa fare e ti bacia e senti che la tua giornata inizia in quel momento ed è bellissima. E poi c’è lui, il coinqui, che arriva con qualcosa in mano e tu pensi cosa potrà mai essere. Magari una scatolina verde acqua, magari un biglietto per un lungo viaggio, magari abbiamo vinto alla lotteria (no, non giochiamo alla lotteria), magari nulla di tutto ciò. Ovviamente hai indovinato, nulla di tutto ciò, ma ti piace lo stesso ed anche tanto. Un dolcissimo portachiavi a forma di cono gelato del marchio La Yogurteria. E’ morbidoso, è cicciottello, è molto carino e si sposa perfettamente con le tue chiavi.

La Yogurteria è un marchio giovane creato nel 2007. Nei vari punti vendita presenti sul territorio italiano si possono gustare yogurt gelato, waffle, crepes e tanto altro. A Roma è presente in Via Appia Nuova 536, 538 (vicino a Villa Lazzaroni). Per maggiori info potetet consultare il link sotto

http://www.layogurteria.it/

 

 

 

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