BTS, questo acronimo strano me lo ritrovo ovunque in questo periodo. In ufficio, in internet e un po’ ovunque (siamo sincere) si parla di BTS. Ma cosa significa? Mi piacerebbe dire “Beh, ti saluto!” (che di questi tempi ci sta tutta come frase), ma in realtà significa BACK TO SCHOOL!

Si, ci piace utilizzare termini inglesi anche se di inglese non sappiamo nulla. Ecco, il BTS farebbe bene un po’ a tutti però con una scuola che, oltre alla teoria, puntasse alla pratica. Parlando di inglese, perfetto conoscere la grammatica, ma si deve puntare molto sulla conversazione, Ripeto, molto sulla conversazione!

Ricordo il mio primo giorno di corso di inglese in una università americana (texana per la precisione. Lo sottolineo perché il Texas è uno Stato a sé, non a caso is the lone star State cioè l’unico Stato con la stella. Questo per farvi capire quanto sono particolari, o megalomani per dirla meglio. Chiudo la parentesi perché altrimenti vado fuori tema, come a scuola).

Dicevo, ricordo il primo giorno di scuola in Texas. Ero già fortemente spaesata da quella realtà universitaria americana che avevo conosciuto tramite la tv e che tanto amavo. Mi guardavo attorno e mi immaginavo una stella gloriosa dello sport (no, di più!), mi immaginavo la punta di diamante delle cheerleaders (no, di più!), mi immaginavo la reginetta della scuola, quando all’improvviso…

Passa un ragazzo che, interrompendo i miei sogni di gloria, mi dice “Are you waiting for me?). Mentre analizzavo la frase dal punto di vista grammaticale (verbo essere + tu + gerundio +OMG), mentre la mia mente passava in rassegna tutto il libro di grammatica mi sono ricordata la regola fondamentale “nel dubbio rispondi sempre di si” (che regola stupida poi…). Uscita dal fantastico mondo di Donatella in cui mi ero immersa, mi sono voltata, ho guardato il ragazzo, ho sorriso e ho detto YEAH!!! All’americana, forte e chiaro, con sorriso a 64 denti.

Il ragazzo mi ha guardato con estremo stupore e ha aggiunto “Are you sure?”. Il criceto che era nel mio cervello aveva ripreso in mano il libro di grammatica (verbo essere + tu + …). Stanco, il criceto ha gettato il libro di grammatica fuori dal mio cervello e questo gesto ha fatto accendere la lampadina illuminando la mia mente.

Ho guardato meglio il ragazzo (soddisfatto per aver rimorchiato una straniera in meno di due secondi) e non in american english, non in british english, non in italiano, si in romano ho risposto “Aoh (partenza fine), che waiting for you. I’m waiting for mi zio!”

Primo giorno di scuola e già mi ero fatta una bella reputazione. Fortunatamente non ho più incontrato quel ragazzo o, molto probabilmente, sarà stato lui che mi avrà evitata.

Alla fine il corso è andato bene. Indovinate un po’? All’esame finale ho preso il voto più alto indovinate dove? In grammatica, ovviamente. Però sono migliorata anche nella conversazione. Finché sono stata in America mi era più naturale parlare in inglese. Tornata in Italia ho perso un po’ di quella spontaneità, si proprio quella spontaneità di sognare in inglese senza problemi.

BTS

Sono andata fuori tema? No. Con questo articolo dedicato al BTS voglio ricordare a voi alunni, a voi docenti, a voi ministri, che la scuola italiana è bella ma troppo teorica, che nel mondo del lavoro conta la pratica, che sapere alla perfezione una formula matematica ma non saperla applicare non serve a nulla, che forse saremo anche i migliori al mondo in grammatica inglese ma molto probabilmente in un gruppo di stranieri non riusciremo a spiccicare una parola.

Mamme alle prese con le elementari, seguite i vostri figli nello studio e aiutateli a trasformare nella pratica ciò che studiano nella teoria. In teoria sembra difficile, ma nella pratica è molto più semplice di ciò che immaginate.

A voi studenti auguro un grande in bocca al lupo per questo ritorno a scuola e ricordate che la teoria è importante, ma la pratica di più!

 

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