Sapevo sarebbe giunto il momento (prima o poi). Sapevo anche che lo stavate aspettando con trepidazione (immagino!). Ve lo leggo in faccia (tutto molto interessante!).

Oggi parleremo di ex!

Che fine avete fatto? Siete sparite! Intendevo i miei ex, non i vostri. Ah siete tornate, paura eh!

Ovviamente vi racconterò tutte le storie divertenti. Alcune molto divertenti, altre al limite della realtà. Del tipo che solo a me possono capitare certe cose. Come dite? Anche a voi è successa la stessa cosa? Beh, allora siamo in buona compagnia (si, proprio buona!).

Piccola premessa. Non tutti sono ex. Cioè, per me sono ex perché l’amore platonico che ho provato e vissuto con alcuni di loro, mi porta a dire oggi che sono miei ex. E poi le storie più divertenti forse le ho vissute proprio con loro.

Partiamo dall’inizio… inizio… inizio… inizio a non ricordare particolarmente bene. Strano perché, in fondo, sono passati solo… ma cosa vi interessa quanti anni siano passati, giusto? Anche perché, se gli anni passano per me, passano anche per voi. Ah, vedete come siete solidali ora.

Piccola seconda premessa. Essendo io una persona competitiva sempre in sfida con me stessa, mi impegnavo nella conquista e quando portavo a casa il risultato… beh, avete capito. Una cosa brutta, ma proprio brutta, che non si fa (però se la fanno loro, i maschietti intendo, va bene). Forse perché passava troppo tempo dalla conquista al risultato e mi stancavo… ok, mi sto giustificando e sto perdendo anche tempo.

Il primo che posso ricordare era un bravo ragazzo, è un bravo ragazzo poverino. Come direbbe Mara… “bello, simpatico, ma per me è NO!”. Non riesco a trovare una giustificazione plausibile se non la paura.

Dopo esserci messi insieme (eravamo nella fase successiva al fidanzamento su carta. Ricordate il “ti vuoi mettere con me?  SI. NO.” e bisognava mettere una croce. Ecco, il problema è che ho messo proprio una croce), lui era già nella fase del “e vissero per sempre felici e contenti”. Io ero nella fase del “avanti il prossimo”. E, così, durante una telefonata, di quelle con il telefono fisso (ve lo ricordate?), mentre lui mi parlava del futuro insieme io interrompevo il nostro presente.

Ci siamo rincontrati per caso e mi rivolge la parola (strano, vero?), quindi è cosa superata. Abbiamo chiacchierato senza nessun problema (sono proprio contenta). Ora che ci ripenso mi ha detto “vedo che hai superato la fase dei baffi”. ‘Sto stxxx! Si è vendicato. Ora lo cancello da tutti i social. Non importa, sono superiore io. Se mi leggi, sappi che la prossima volta che ti incontro per strada ti metto sotto, anche a piedi.

ex fidanzati

Alle superiori ho passato una luuuuuunga fase del non è bello ciò che è bello, ma è bello ciò che piace. Rettificherei con ciò che MI piace. Si, perché potevano piacere solo a me. Quella fase del… OMG quanto è brutto però ha qualcosa che in fondo (ma proprio in fondo. Fondo, fondissimo!). Non per giustificarmi, ma ero molto miope e cercavo di nasconderlo (e non dietro a un paio di occhiali, come avrete intuito).

Sappiate che l’oculista può salvarvi la vita o, per lo meno, farvi fare meno figure demmmm…

Va beh, a me piaceva lui e anche tanto. Ad essere sincera piaceva un po’ a tutte a scuola…de gustibus… negli anni ’90 gli oculisti devono aver fatto la fame. Dicevamo, lui piaceva a me ma io non piacevo a lui. Questo nel mio cervello venne tradotto in “LO DEVO CONQUISTARE AD OGNI COSTO!”

Lui andava a scuola in metro e io, per fargli capire che mi piaceva (lo sapeva, comunque, tutta la scuola), gli lasciavo dei messaggi sui cartelloni all’uscita del tunnel (per piacermi certi tipi ero proprio caduta in un tunnel). Lui ignorava i miei messaggi, infatti una cosa ci accomunava… la miopia. E, mentre lui ignorava i miei messaggi, qualche altra ragazza non li ignorava. Iniziò un luuuuuungo scambio di insulti educati tra me e questa lei.

Il venerdì era diventata la giornata degli insulti. L’una rispondeva all’altra a suon di messaggi sui cartelloni sotto la metro. Niente di troppo invasivo, piccoli messaggi scritti a penna. Del tipo “lascialo che è mio”, “non gli piaci”, “non hai speranza”. In realtà nessuna delle due aveva speranza perché a lui non piacevamo. Incredibile ma vero, aveva dei gusti anche peggiori dei nostri.

Il tutto andò avanti per almeno un anno o forse due, non ricordo. Un giorno poi, parlando con una ragazza di scuola, una ragazza che tra le altre cose conoscevo, ho scoperto che per due anni ci siamo insultate a colpi di penna. Ovviamente ci siamo fatte tante risate perché sapevamo che ci piaceva lo stesso ragazzo e che a lui non piacevamo noi. Se ci ripenso, ancora rido.

Per lui ho anche partecipato alla mia prima manifestazione. Sì, eravamo proprio due opposti. Lui molto dentro nella politica e io molto fuori. Ovviamente era una manifestazione tranquillissima e nessuno mi doveva scoprire. Dal momento che io e mai una gioia eravamo molto amiche, sono stata scoperta. Conseguenze? Sono tornata a odiare la politica.

Come si è conclusa questa storia? Mentre lui iniziò a telefonarmi (sempre al telefono fisso), io iniziai a perdere interesse.

Era inevitabile. Erano passati troppi anni e poi avevo posato gli occhi su di lui… il brutto anatroccolo. Me lo sentivo che quel ragazzo aveva delle potenzialità. Io ero ancora nella fase “datemi un oculista, vi prego” e vedevo il bello in tutti. Questa volta, però, ci avevo visto lungo (che per una miope è tutto dire) perché il brutto anatroccolo…

Siete curiose di sapere come è andata? Non perdete il prossimo racconto…

 

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