Questo post è in bozze da novembre 2016. Perché l’ho accantonato? Ah beh, certo! Io ho delle ottime idee che, però, devono essere messe in pratica prima dagli altri. Quindi, un anno e mezzo dopo e tanti post scritti da tante blogger, posso finalmente pubblicare i miei pensieri sui cartoni animati. O meglio, i miei ricordi sui mitici cartoni animati di quando ero piccola. Quelli belli, quelli che avevano una storia e se ti perdevi una puntata eri nelllammmer cioè volevo dire nella cacca. Quelli tristi, ma talmente tristi che lo slogan MAI UNA GIOIA nasce da loro. Ma veniamo a noi.

“Mamma, quando tu eri piccola c’erano i cartoni animati?”

Senti ragazzina, stai parlando con tua madre e non con tua nonna. Sono giovane io e, quando ero piccola, c’erano I CARTONI ANIMATI, non la ciofeca che trasmettono oggi. – “Amore mio, certo. Quando ero piccola io c’erano dei cartoni animati stupendi, con delle sigle pazzesche, con delle storie da seguire, con dei personaggi anche bellini (ero innanomarata di tutti, ma questo piccolo particolare l’ho omesso).

“Mi racconti i tuoi cartoni animati?”

“Ma sono tanti e troppo lunghi.”

“Dai, dai, mammina.”

Al mammina non posso dire di no. “Va bene, vediamo…”

MILA e SHIRO

Mila e Shiro

Nanananananana, nananananananana nananananannanananananana, nanananananannanana…. Sorry, stavo cantando la sigla inziale.

Mila vive in campagna con i nonni dopo essere stata abbandonata dalla mamma che, tra l’amore per la pallavolo e l’amore per la figlia, ha scelto la pallavolo (ottimo esempio di madre demmm). Quando è il momento di frequentare le scuole medie, Mila va a vivere in città con il padre (senza neanche conoscerlo, va beh). Scopre di essere un vero talento per la pallavolo e, pur non capendo nulla di ricezione, è un genio nell’attacco rimanendo in sospeso quei 6-7 minuti per capire dove schiacciare (parliamo sempre di un campo da pallavolo, quindi che ti vuoi capire). Viene allenata da mister Daimon, un allenatore burbero e dai metodi non proprio signorili (schiaffi e mazzate a gogo). Mila si innamora di Shiro, il ragazzo più bello della scuola (e anche io mi innamoro di Shiro). Un amore platonico per entrambe perché niente può distrarre Mila dal diventare una campionessa e niente potevo fare io per accaparrarmi Shiro. E se per fare una schiacciata ci vogliono 2 puntate, per passare dall’essere una giocatrice amatoriale ad un membro della nazionale ce ne vogliono 20. Quindi, Mila diventa campionessa e va alle olimpiadi e tutti siamo contenti.

Grazie a Mila ho praticato pallavolo a livello agonistico e non ho mai incontrato Shiro. In compenso ho portato a casa una lunga lista di infortuni.

Se volete la storia completa di Mila e Shiro, scrivetemi nei commenti.

HOLLY&BENJI

HollyBenji2

Nanananananana, nananananananana nananananannanananananana, nanananananannanana…. Sorry, stavo cantando la sigla inziale. (I cartoni animati dell’epoca avevano, più o meno, tutti la stessa introduzione con musica diversa).

Anche le bambine amavano Holly&Benji. Ma non il cartone animato, amavano proprio Holly e Benji. Io ero più per Benji che non toglieva mai il cappellino (non oso immaginare cosa nascondesse lì sotto). Holly era un attaccante e Benji un portiere. I campi di calcio erano lunghi quei 2-3 km ed erano anche un po’ deformi, avevano le curve, i dossi. Quei poveri ragazzi arrivavano al termine di ogni partita esausti. Anche perché ogni partita durava circa 10 puntate. La prima volta che Holly sfidò Benji lo fece lanciandogli un pallone che attraversò tutta la città e arrivò dritto dritto nella casa di Benji, nelle braccia di Benji (stiamo scherzando, vero?). La forza di quei bambini di 10 anni era talmente esagerata che i palloni si deformavano diventando ovali, infuocati, sparivano per poi ricomparire 2 puntate dopo. Anche loro, come Mila, rimanevano in aria ore prima di decidere dove indirizzare la palla. Le porte erano larghissime (e grazie ar ca’ che segnavano tutti, ci sarei riuscita anche io). Poi c’erano Tom, Mark Lenders, i gemelli Derrick, Julian Ross e tanti altri.

Grazie a Holly&Benji ho una cicatrice sul braccio. Volevo fare una rovesciata come loro ma, ovviamente, non ero loro.

Se volete la storia completa di Holly&Benji scrivetemi nei commenti.

HILARY LA GINNASTA

hilary-copertina

Siamo sempre alle medie (se rinasco, voglio fare le medie in Giappone. Lì fanno una marea di attività sportiva) e siamo sempre alle prese con una ragazzina che scopre, improvvisamente, di essere una campionessa in uno sport. Hilary inizia a praticare la ginnastica ritmica a scuola e… BINGO! Si innamora di questo sport e anche di Willy (no, questa volta non mi sono innamorata con lei di lui). Anche questo amore resta platonico perché la ginnastica è più importante di tutto e di tutti. Hilary riusciva a tenere il nastro alto al soffitto circa una puntata e mezza, si contorceva, si snodava, si rompeva, si riaggiustava, tutto in quei pochi istanti di esibizione che, però, duravano 6-7 punatte.

Grazie a Hilary la ginnasta ho acquistato il nastro. Calcolando il mio fisico è stato già tanto così.

Se volete la storia completa di Hilary la ginnasta scrivetemi nei commenti.

GEORGIE

Georgie

Georgie è una bimba dolcissima, bellissima, senza genitori (ma povera!). La mamma muore e il papà è un deportato (ma che sfiga!). Viene adottata da una famiglia, ma il papà muore (che fortuna!) e la mamma la odia per questo (evviva!). Georgie si risveglia che è già ragazzina e si innamora di Lowell (ricco e biondo) che però è fidanzato con Elisa. Nel frattempo i due fratelli, Abel e Arthur, una volta scoperto che Georgie non è la loro sorella si innamorano di lei (il Beautiful dei bambini). Georgie, dopo mille peripezie, ritrova il padre e scopre di essere una nobile però decide di tornare a vivere in Australia a fare la contadina (ma perché?!?!?!?!).

Grazie a Georgie volevo essere bionda e avere due fratelli più grandi e fighi, almeno Abel.

Se volete la storia completa di Georgie scrivetemi nei commenti.

A breve arriveranno altre pillole sui mitici CARTONI ANIMATI ANNI ’80-’90. Avete qualche preferenza?

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