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Rimettere ordine nella vita senza stravolgerla

(cronache semi-serie di una donna che ha smesso di rincorrere il caos)

Cosa significa, effettivamente, caos?

Nelle antiche cosmologie greche, il caos è il complesso degli elementi materiali senza ordine che preesiste al κόσµος, cioè all’Universo ordinato.

Non avete capito nulla?

Ottimo! Ora sapete, benissimo, cosa è il caos.

E’ strano tornare su queste pagine. Sono settimane, mesi, anni che non scrivo un post. All’inizio ero troppo presa dalla vita frenetica a cui siamo, più o meno, tutti costretti, poi avevo paura di non essere più capace di condividere i miei pensieri.

In realtà ho provato a scrivere, cose belle, accattivanti, che potessero avere un effetto wow e più le rileggevo più non trovavo il mio vero IO in quelle parole. Ecco, erano parole, semplici parole, ma non miei pensieri, sinceri, reali.

In questo ultimo periodo ho cercato di fermarmi un attimo per riflettere sul passato, sul futuro e, soprattutto, sul presente.  Sì, perché il passato è storia, il futuro mistero e il presente un regalo e io ho deciso che il 2026 deve essere il mio regalo.

Ci sono periodi della vita in cui non serve cambiare tutto.

Serve mettere a posto.

Che è diverso. Molto diverso.

Io, per esempio, non avevo bisogno di mollare il lavoro (migliorarlo sì, però), trasferirmi a New York (in realtà partirei anche subito, diciamo ieri), tagliare i capelli a caschetto (OMG, l’ultimo caschetto risale agli anni ’80, quelli del secolo scorso ovviamente e sembravo… lasciamo perdere, paura pura) o iniziare yoga alle 5 del mattino (quello lo faccio già, ma per altri motivi ).

Avevo bisogno di ordine. Dentro. Fuori. E soprattutto nella testa.

 

Perché il caos non arriva sempre urlando. A volte si insinua piano: una cosa rimandata, una giornata troppo piena, un “poi lo faccio”, un “intanto sistemo questa cosa per gli altri”. E senza accorgertene ti ritrovi stanca, nervosa, con la sensazione di non avere mai tempo… nemmeno per te.

Il primo post dell’anno di solito è un: “10 buoni propositi per il nuovo anno” oppure “10 cose che devo eliminare nel nuovo anno” o “la mia vision board” o, attenzione, il nuovo trend è “predizioni per il nuovo anno”. Ma predizioni di cosa? Chi sei Nostradamus?!? Oppure “ho la previsione che nel nuovo anno vestirò di bianco”. Ma mi stai prendendo in giro?!?! Se il bianco è il colore che ti piace è ovvio che acquisterai capi in quella palette.

Il punto è questo: non voglio stravolgermi.

Non voglio creare una to do list di buoni propositi che poi non rispetto mai, non voglio diventare la Nostradamus di me stessa o del mondo. Anche perché, a questo punto butterei giù 6 numeretti magici e ciaone.

Non voglio diventare quella super organizzata, iper performante, sempre sul pezzo.

Voglio solo smettere di sentirmi in affanno.

Voglio smettere di sentirmi nel bel mezzo di una centrifuga a 90 gradi per poi uscirne a pezzi.

Così ho fatto una scelta rivoluzionaria nella sua semplicità: ho deciso di rimettere ordine, non di rifare la mia vita da capo.

Ordine non vuol dire rigidità. Vuol dire sapere:

  • cosa è importante

  • cosa può aspettare

  • cosa non è più mio

E già solo questo ti cambia il respiro.

L’agenda: l’oggetto più sottovalutato del mondo

No, non è solo un’agenda.

È il posto dove smetti di tenere tutto in testa. La mia non è piena di liste infinite, colori, sticker (non ci ho creduto nemmeno io quando scrivevo questa frase ).

La mia agenda è non piena, ma strapiena di colori, stickers, disegni che mi fanno sentire creativa e organizzata e che mettono focus su cose più o meno importanti. Non to do list infinite, ma è diventata una cosa molto semplice:

  • 3 cose non negoziabili

  • 1 cosa per il futuro

Fine.

Tre cose che, se fatte, rendono la giornata “andata”. Una cosa piccola che guarda avanti. Perché il problema non è fare poco. È fare tutto senza direzione.

E quando scrivi, decidi.

Quando decidi, respiri.

E, per me, scrivere con penna su carta significa imprimere concetti nella mia testa in maniera concreta e duratura.

I piccoli gesti quotidiani (quelli che non fanno scena, ma funzionano)

Nessuna routine miracolosa.

Niente morning routine da 2 ore (anche se mi alzo presto).

Parlo di cose minuscole:

  • rifare il letto anche quando ho fretta
  • apparecchiare la colazione con calma
  • sistemare un cassetto invece di tutta la casa
  • spegnere il telefono mentre mangio
  • fare 20 minuti di camminata invece di “da lunedì palestra”

Il vero focus non è nel fare mille cose, ma nell’iniziare a fare almeno una cosa al giorno. Che poi diventeranno due, che poi diventeranno tre… Sono gesti che non finiscono su Instagram (o forse sì, ma senza filtri).

Però ti rimettono al centro.

E la cosa incredibile è che, messe insieme, fanno ordine. Non solo attorno, ma dentro.

La verità scomoda sull’ordine

Rimettere ordine significa anche accettare che:

  • non puoi fare tutto

  • non devi salvare tutti

  • non tutto dipende da te

E questa, per una donna come me (come tante di noi), è la parte più difficile. Perché siamo brave, organizzate, affidabili. E finiamo spesso per diventare il piano B di chiunque, soprattutto di noi stesse.

Io ho deciso di non esserlo più. O almeno, di esserlo molto meno.

Non è una nuova vita. È una vita più mia.

E può essere una vita più tua.

Non ho stravolto tutto. Non sono diventata zen. Non ho risolto ogni problema.

Ma ho rimesso ordine o almeno ho iniziato a farlo. E quando c’è ordine, c’è spazio. Per i sogni. Per le risate. Per le giornate no senza sensi di colpa. Per sentirsi, finalmente, un po’ più a casa… anche dentro se stesse.

E se anche tu senti che il caos non è fuori, ma dentro l’agenda, dentro la testa, dentro le priorità…

forse non hai bisogno di cambiare vita.

Forse hai solo bisogno di rimettere ordine.

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