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Con il matrimonio dei miei genitori di ieri sera si è conclusa la nostra sosta a Las Vegas. La sveglia suona, ma il solo pensiero di dover abbandonare questo angolo di paradiso mi paralizza a letto. Guardo Julia, guardo il coinqui, guardo la mia immagine riflessa nello specchio e penso che tutto ciò resterà per sempre nel mio cuore. Bene, ragazzi sveglia!!! Dopo una piacevolissima doccia nel nostro fantastico bagno (prima o poi lo riprodurrò a casetta) e dopo aver sistemato le valigie, andiamo alla conquista di un posticino per fare colazione. Scendiamo nella hall ed attraversiamo il casinò dove incontriamo persone che non hanno ancora visto un letto e, finalmente, raggiungiamo una sorta di bar dove ci sediamo per mangiare qualcosina. Guardiamo l’orologio e capiamo che è arrivato il momento della partenza. Torniamo in camera, Massi chiama il garage per comunicare che abbiamo bisogno dell’auto, prendiamo le valigie e ci incontriamo con i miei. Mentre Massi va a prendere l’auto io mi occupo del checkout. Bene, io sono pronta, raggiungo i miei ma di Massi nemmeno l’ombra. Mio padre lo va a cercare e quando torna ci comunica che non trovano l’auto. Benissimo! In attesa del ritrovamento facciamo  scorta di penne con il logo dell’hotel (in fin dei conti non potevamo andar via senza un piccolo souvenir). Finalmente ci raggiunge Massi e ci spiega che la nostra auto era stata registrata a nome di un inglese. Ho chiesto, quindi, che auto avesse l’inglese (chissà, magari ci conveniva lo scambio), ma a nome nostro non c’era nessuna auto. Dopo aver sistemato le mille valigie, il passeggino e tutto il resto siamo pronti per intraprendere un nuovo viaggio. Ciao LV! Lungo la strada incontriamo pochissime auto e qualche truck. Ad un certo punto lasciamo la bellissima strada di velluto (come la chiama Massi) dove guidare è una gioia e prendiamo una strada secondaria decisamente meno liscia. Facciamo una sosta ad una sorta di benzinaio, in realtà si tratta di una pompa di benzina nel nulla con una sorta di casetta che funge da negozietto e dove il bagno credo non veda un addetto alle pulizie da un po’ di tempo. Accanto alla nostra auto c’è un pick up con dei ragazzi tipici californiani (infradito, bermuda, magliettina, capelli schiariti dal sole, occhiali scuri e cappellino) in attesa del loro amico che esce dal negozietto con un sacco quasi più grande di lui pieno di ghiaccio (se non vivi di ghiaccio non sei americano). Mentre loro partono alla conquista della loro festa, noi partiamo alla conquista della Route 66. Ed eccoci finalmente sulla famosissima strada, wow (in realtà io l’ho già percorsa quando ero in Texas, ma partecipo volentieri all’eccitazione degli altri). Raggiungiamo Barstrow, piccola località attraversata dalla Route 66, dove la vita sembra essersi fermata agli anni ’50. In un tratto più caratteristico e dove il passaggio delle auto non è così frequente ci fermiamo e ci scattiamo un po’ di foto con il mitico logo sull’asfalto. Poco dopo non posso fare a meno di farmi scattare qualche foto con la caratteristica mail box (ok, ora mi sento un po’ americana anche io). Dopo aver percorso per qualche miglio la Route 66 la lasciamo per tornare sulla freeway. Inizialmente il nostro itinerario prevedeva come prossima tappa San Bernardino, località rinomata per aver visto i natali del più famoso fast food (purtroppo anche junk food) del mondo, infatti proprio in questa cittadina i fratelli Richard e Maurice McDonald hanno aperto nel 1940 il loro primo ristorante denominato McDonald’s. Il nostro attuale itinerario ci vede, invece, passare per Ontario alla conquista dell’outlet. Giriamo un pochino per raggiungerlo perché lo abbiamo individuato, ma le strade sono talmente tante e così ingarbugliate che fatichiamo giusto un po’ però la voglia di shopping vince su tutto. Entriamo in un grande parcheggio, cioè in tanti grandi parcheggi dove in ognuno ci sono dei blocchi di mattoni con dentro i negozi. Prendiamo coraggio e parcheggiamo, prendiamo la cartina perché abbiamo dei negozi mirati dove andare, entriamo e… wow!!!! Ok che è sabato, ok che è un outlet, ma sembra che tutti gli americani si siano riversati quì dentro. C’è il caos, il vero delirio. Famiglie con carrelli strapieni di vestiti, giochi, prodotti per la casa. Facciamo i nostri acquisti e poi decidiamo di scappare perché non ci stiamo capendo nulla. Ultima tappa da footlocker dove mi innamoro di un paio di scarpe Adidas veramente stupende purtroppo non della mia misura (hanno solo il 40, triste io). Per raggiungere l’uscita passiamo davanti alla zona food e troviamo migliaia di persone sedute ai tavolini a mangiare. Soddisfatta dei miei acquisti (Ugg boots ed una MK bag per me e tante altre cose per tutti) saluto l’Ontario Mills Outlet e cerco di sistemare il tutto in auto.. panico, non entrano. Spingi di quà, tira di là, sistema meglio… perfetto, siamo pronti per la final destination… San Diego! La città ci accoglie con tanto verde e tanti fiori, a tratti ha un aspetto californiano a tratti un aspetto messicano. Arriviamo in hotel, facciamo il checkin e prima grande sorpresa… non esistono parcheggi in zona e quello dell’hotel ci viene a costare giusto $60 al giorno (too cool! aggiungerei). Va bene, non potendo fare altrimenti e non conoscendo la città accettiamo. Saliamo in camera che ha una bellissima vista su un muro, ci sistemiamo ed andiamo a cercare un localino per cenare. Lungo il tragitto incontriamo molte persone con disabilità e poi mi ricordo di ciò che mi è stato detto…San Diego è una città militare… quindi deduciamo che potrebbero essere reduci di alcune guerre se non addirittura di quella del Vietnam. Ceniamo in un ristorante pseudo italiano e poi torniamo verso l’hotel facendo un altro percorso lungo il quale incontriamo altra gente strana. Questa città non la sto capendo, mi aspettavo uno stile molto californiano con una lunga spiaggia, un lungomare pieno di palme ed invece, per il momento, non ho visto nulla di tutto ciò. Confido nel domani…

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The Venetian elevator
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Ciao Ciao LV
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JP non vuole lasciare il Venetian
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Truck
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Barstrow
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Case lungo la route 66
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Miss Route 66
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Foto lungo la route 66
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PrinBro Family e la route 66
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Mail box lungo la Route 66
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Shopping Therapy
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Welcome to San Diego

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