DRIIIIIN! – No, non è il cellulare che squilla. No, non è né la suoneria degli sms né quella di whatsapp. Sta squillando il telefono di casa, quello fisso, quello con un filo che ti lega al muro e i fatti tuoi ben in vista a tutta la famiglia (la privacy ancora non è stata inventata) perché noi, ragazzi degli anni TOP, ancora non abbiamo il cellulare.

Ogni tanto mio padre mi presta il suo Motorola d470, ma è un incubo. In questo modo mi può rintracciare sempre e non sempre funziona la scusa che l’antenna non prende la linea (si lo so, poi amerò far sapere agli altri i caxxi miei anche se agli altri non gliene frega nulla). Si, il cellulare di mio padre ha l’antenna come le auto e devo stare attenta nel tirarla giù perché, se la spezzo, poi mio padre spezza me tipo Ivan Drago con Rocky.

“Pronto, chi è?”

“Buongiorno signora, sono xxx e cercavo Donatella.” – Siamo negli anni in cui ancora ci si presenta prima di cercare la persona con cui si vuole parlare e, non so perché, confondono la mia voce con quella di mia madre.

“Ciao, sono io. Che stai facendo? … A che ora ci vediamo? ….. Ok, ti saluto che sta ricominciando Non è la Rai.”

Non è la Rai è il programma cult del momento e noi giovani non possiamo farne a meno. E’ stupido e frivolo e la sua genialità sta proprio in questo.

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A pochi metri dal mio portone abita Miriana Trevisan, una delle ragazze più conosciute del programma. E’ molto bella, abbastanza alla mano. Alla scuola media davanti casa mia vanno le gemelle, quelle biondine più o meno, ma loro ancora non sono famose e non lo diventeranno mai. Ambra presenta il programma con un apparecchio misterioso all’orecchio e tutti la criticano. La stessa gente che la critica oggi, un giorno andrà in giro con lo stesso oggetto misterioso. Comunque niente di ché, sono solo delle cuffiette per ascoltare voci. Va beh, c’è gente che sente voci anche senza cuffiette, lo so.

Dopo Non è la Rai inizia Sweet Valley High e io adoro le due gemelle protagoniste. No, non parlo delle gemelle Olsen perché credo che loro siano ancora alle elementari, ma di Brittany e Cynthia Daniel. La mia preferita è Brittany e non perdo una puntata per copiare i loro look che poi, diciamolo sinceramente, addosso a me stanno popo demme…!!!

Finito Sweet Valley High iniziano i mitici cartoni e dico mitici come Holly&Benji e Mila&Shiro. Li conosco a memoria e penso che nel frattempo dovrebbero avere più o meno l’eta di mi zio quello vecchio (ha 30 anni mio zio vecchio. Capite quale era la nostra soglia della vecchiaia?), ma sono sempre fighi. Li voglio vedere, ma devo anche preparami per uscire con gli amici e, nel frattempo, ho dimenticato di fare una cosa ma non ricordo quale. Ah (caxxo!), i compiti. E adesso? Va beh, domani entrerò in seconda ed uscirò in terza (faccio solo educazione fisica e religione), dico a mia madre che non mi sento bene, dico alla prof che qualcuno è venuto a farmi visita da un altro pianeta, dico che a voi non ve ne frega un beep di quello che dirò (lo so).

Finalmente inizio a prepararmi e già so che scenderò in ritardo, ma va beh tanto sono abituati. Il mio look è troppo alla moda (la parola fashion è ancora all’aeroporto JFK in attesa del volo per l’Europa). Ho una magliettina bianca della Onyx, un vestitino nero con dei fiori, lungo, con bretelle sottili, è della Phard, poi calzini bianchi pesanti bene in vista, Dr Martens basse, giacchetto di jeans (esistono ancora le mezze stagioni, sappiatelo) abbastanza largo della Schott (ok, talmente largo che lo usa anche mio padre) e l’immancabile collarino (care fashion blogger, avoja a chiamarlo choker, si chiama collarino e la moda l’abbiamo lanciata noi).

Mi guardo allo specchio e… sembro la copia brutta di Brenda. Sì, Beverly Hills 90210 è il programma per eccellenza del giovedì sera. Due puntate che iniziano alle 20:30, e sottolineo 20:30 (vuol dire che alle 22:30 tutto finito, buonanotte), viste da milioni di italiani. Ancora non esiste né l”audience né lo spoiler e, se vuoi sapere cosa accadrà la settimana successiva, devi acquistare TV Sorrisi e Canzoni.

beverly-hills-90210

Suona il citofono. Ecco, sono i arrivati i miei amici. “Eccomi, scendo.” Nessun messaggio, nessuno squilletto (leggi sopra, non siamo ancora dotati di cellulari).

“Ciao Brenda.” – L’unica cosa che mi accomuna a Brenda forse sono i vestiti perché sono più castana che mora e i miei occhi vivono di vita propria (variano dal castano al verde, ma sempre nelle giornate sbagliate. Cioè quando non devo uscire sono verde smeraldo, veramente bellissimi e allora esco lo stesso e sti caxxi se non ho nulla da fare. Poi, quando mi devo incontrare con qualcuno, diventano un mix incredibile, talmente incredibile che ” oggi hai gli occhi color… Tevere”). Ovviamente siamo in 4 e nel gruppo ci sono anche Kelly, Dylan e Brandon. E se io sto a Brenda come il Tavernello sta al Barolo, immaginatevi gli altri.

La Tuscolana è abbastanza deserta perché sta per passare la processione. Ah, non lo sapete? E’ la festa di Santa Maria Ausiliatrice ed è in corso la festa cittadina più paesana che ci sia.

E vai di bancarelle food/no food e vai con i banchi dei giochi e vai vai e non ti perdere (impossibile non perdersi. In 100 metri si riversano i quartieri Appio, Latino, Appiolatino, Tuscolano, Appiotuscolano e poi anche San Paolo, Garbatella, I Castelli. Vedi gente camminare in verticale, uno sopra l’altro, ma il bello è proprio questo).

“Hai visto? C’è Luca.” – Tutti sanno chi è Luca, il ragazzo più bello dell’Augusto. Quello che fino a un mese prima nessuna se lo filava, ma io ci vedevo già del potenziale. E, dopo un cambio look totale (lenti a contatto al posto degli occhiali, capello corto al posto di quello lungo, abbigliamento più casual), tutta Roma si è accorta che… e la sera a casa di Luca…

Ovviamente non mi calcola proprio. Sappiate soltanto che come il cambio look lo ha avuto lui oggi, due anni dopo l’ho avuto io. Ok, ho impiegato due anni, ma Luca non ha disdegnato. Per la legge del tempismo perfetto, due anni dopo io ho cambiato idea. Ok, ho impiegato due anni, ma l’ho cambiata e… #ciaoneLuca.

Rovisto nella mia borsa Najoleari e tiro fuori il portafogli della Camomilla e indovinate? D-I-E-C-I-M-I-L-A-L-I-R-E. Acquisto, nell’ordine, una pannocchia cotta su una piastra dell’800 (che pensavo fosse nera perché la facevano così e invece era nera perché mai pulita dall’800 e il giorno dopo mi sono svegliata con un bellissimo herpes sulle labbra), una crepe alla Nutella (e il giorno dopo sono diventata mamma di un bellissimo bimbo sulla guancia), una busta di noccioline, una di bruscolini e una di lupini (vanno sempre insieme tipo la Nina, la Pinta e la Santa Maria), 6-7 kg di liquirizie (che non hanno visto l’alba del nuovo giorno) e, udite udite, porto a casa anche il resto.

Anni 90

Bei tempi, quelli delle lire. Eravamo ricchi senza lavorare e i nostri genitori lavoravano senza vivere da pezzenti. Si stava davvero meglio quando si stava peggio. E io c’ero.

Immagini prese da Internet

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