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Adesso che JP interagisce di più, fare due chiacchiere con lei è un piacere immenso. I discorsi sono un po’ ingarbugliati perché partiamo da una parte ed arriviamo in un’altra, spesso mi sembra di partecipare al gioco del telefono, uno dice A e l’altro risponde Z. Il tutto poi va avanti per molto tempo, fino a quando le pile non le si scaricano o io non le stacco la spina. Diciamo che i bambini sono una fonte inesauribile di energie, infatti il problema non sono loro, ma noi e le nostre energie non rinnovabili (bisognerà organizzare un referendum per rendere rinnovabili anche le energie dei senior). Ok, se entro in politica con il partito “Tale Madre Tale Figlia” mi votate?

Per la festa della mamma, la dolcissima JP ha voluto regalarmi un momento relax in una spa. Prima di dire che bello, leggete il seguito. Sono entrata nella spa Julia, mi ha fatto accomodare sul letto e poi si è presentata con la valigia del dottore. Perché mai?!?!??!

MAMMA STAI MALE.

AH, DAVVERO? E COSA AVREI? MI CURI TU?

LA BUA. SI, TI CURO IO.

Senza rendermene conto, mi sono ritrovata una siringa infilzata nel petto con una forza tale che mi è mancato il respiro per un attimo.

ECCO, ADESSO STAI MEGLIO.

Non riuscivo a proferire parola tanto era il dolore e lei era contenta. Poi mi ha detto di togliermi gli occhiali che mi avrebbe fatto un massaggio, come quelli che faccio io a lei. Stava andando tutto bene, ho abbassato la guardia e lei ha alzato un dito e me lo ha infilato con una delicatezza estrema nell’occhio destro. Un dolore immenso, l’occhio ha iniziato a lascrimare senza sosta. Neanche l’acqua fredda ha dato sollievo. Con le poche forze che mi rimanevano a disposizione sono rientrata nella spa Julia perché il mio regalo non era ancora terminato. Mentre ero sdraiata dolorante, ha afferrato i miei capelli ed ha iniziato a tagliarli con le sue forbicine (di plastica fortunatamente) che si sono ingarbugliate e per liberarle mi sono ritrovata uno scalpo in mano. Con un occhio chiuso, un seno in meno, senza capelli, ho chiesto se potevo uscire dalla spa.

MAMMA, ANCHE IO SUL LETTO CON TE.

(NO, TU NO!) VIENI AMORE MIO

Dovevo immaginare che c’era la fregatura sotto. Ha iniziato a saltare e non sul letto, ma sulla mia pancia per poi perdere l’equilibrio e sfracellare sul mio viso. Si è girata a guardarmi e con un bellissimo sorriso mi ha detto

MAMMA, CHE BELLO! ANCORA!

(CHE BELLO UN PAR DI P…! ANCORA STO CAVOLO!!!) AMORE, MA A SCUOLA NON HAI FATTO UN DISEGNO PER LA FESTA DELLA MAMMA?

NO, QUESTO E’ IL MIO REGALO. AH, ASPETTA. HO UN BISCOTTO PER TE.

(OMG, SARA’ SICURAMENTE AVVELENATO. ADDIO MONDO). GRAZIE AMORE, LO HAI FATTO CON LE TUE MANINE?

SI, CON PAPI.

(AH BEH, ALLORA ADDIO A TUTTI). MMMMMM CHE BUONO.

Effettivamente per essere buono era buono, per il resto non voglio sapere altro.

Ma i vecchi lavoretti fatti a scuola per la festa della mamma che fine hanno fatto?!?!?!?!?!?!? Rivoglio i vecchi lavoretti, quelli fatti con le mollette, quelli che non sai dove metterli, quelli che ma cosa rappresenta, quelli che sono fatti con amore e, soprattutto, quelli che non fanno male.

 

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