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“Mamma, non andare a lavoro!”

Tutte le mattine la stessa storia. Tutte le mattine la stessa frase pronunciata da mia figlia come un copione studiato alla perfezione. Tutte le mattine la mia stessa faccia, quel sorriso tirato mentre il cuore si spezza. 

Lasciarla è sempre un dolore enorme. Un pugnale che trafigge il petto lentamente potrebbe fare meno male. Lei sa che vado a lavoro per garantirle un buon futuro, ma quello che lei vorrebbe è solo il mio tempo per trascorrere con lei il presente.

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La vedo crescere troppo velocemente e non è una bella sensazione perché non è la vita che vivo, ma un film che osservo senza la possibilità di spingere STOP e REWIND. La pellicola non si può riavvolgere e, a forza di andare sempre avanti, mi perdo le piccole conquiste quotidiane di mia figlia.

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Non è la quantità, ma la qualità del tempo che si trascorre con una persona. Lo so, questa frase me la sono dipinta addosso, impressa nella mente e cerco di dedicare del tempo anche a me stessa per stare meglio con lei. Può sembrare un paradosso, ma è proprio così. Se, dopo l’ufficio, mi scarico in palestra poi torno a casa più carica così da potermi dedicare a mia figlia nel migliore dei modi. Il weekend cerco di svegliarmi sempre molto presto così da riuscire a sistemare casa in tempi record per poi organizzare delle uscite in famiglia o con gli amici o del sano shopping solo lei ed io.

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Secondo un recente studio dell’Isfol (Istituto per la formazione professionale dei lavoratori) condotto su un campione di 6.000 donne senza lavoro dai 25 ai 45 anni, il 17,3% delle intervistate sono state licenziate, il 12,6% ha terminato la propria attività per la scadenza del contratto e il 45,9% ha lasciato il lavoro per prendersi cura dei propri figli. Questo il cambio di rotta degli ultimi tempi. Per anni si è inseguito l’ideale della donna in carriera che, per arrivare a livelli importanti, è disposta a rinunciare anche alla famiglia e ai figli. Oggi, invece, la donna sta riscoprendo i vecchi valori, il piacere di godersi la casa, la voglia di crearsi una famiglia, il diritto di veder crescere i propri figli.

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Mi chiedo se, un giorno, in Italia sarà possibile far convivere le due personalità in una stessa donna. Una donna che non è costretta a rinunciare alla famiglia per la carriera e alla carriera per la famiglia. Secondo voi sarà possibile?

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