Nell’era dei parti 2.0, quando tutto viene ripreso in diretta Facebook, i bambini non possono che nascere tecnologici.

E così, il primo scatto ad una neomamma perfettamente truccata non lo fa più il papà dal volto bianchiccio, ma il neonato con uno smartphone ipertecnologico tra le manine.

I bambini non scrivono più con la penna ma con il dito, i bambini non colorano più con i vecchi pennarelli ma scelgono tinte sofisticate su l’ipad. Oggi si chatta, non si parla. Le vecchie lavagne sono state messe in soffitta per fare largo ai giovani cioè alle lavagne interattive multimediali (quelle digitali per capirci). I bambini non scoprono le bellezze del mondo reale, ma conoscono perfettamente i segreti del mondo virtuale.

Visto che mia figlia respira troppa tecnologia, sto cercando di farle vivere un piccolo ritorno al passato. Noi giochiamo con le barbie, facciamo lunghe passeggiate al parco alla scoperta di foglie particolari ed animali strani, disegniamo sui fogli tenendo una matita tra le mani, coloriamo con i pennarelli… ecco, forse i pennarelli usciranno da casa nostra fino al compimento dei 40 anni, quando la piccola Cappella Sistina che abbiamo in casa avrà acquisito un vero valore.

cappella-sistina

 Sul sito www.italiachemamme.it un nuovo post  che vi farà riflettere e sorridere. E i vostri figli che età avevano quando hanno conosciuto la tecnologia?

Comments

comments