Ditemi che è uno scherzo. Ditemi che mi devo ancora svegliare. Mentre il mondo va a giocare io vado a lavorare. Non è un lamento il mio, ma un grido di dolore. Non  è possibile sprecare il proprio tempo e abbandonarsi al malore.

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E’ Halloween e mi chiedo se tutto questo sia uno scherzo, ma quelli pesanti e di cattivo gusto. Beh, se così fosse, io voglio il dolcetto e sti cavoli della dieta. Preferisco la ciccia alla pasticca. Sì, la pasticca che devi prendere perché il nervoso e lo stress ti fanno diventare il fegato grande come un pallone aerostatico e la colite/gastrite/e tutto quello che termina in ite lo vedi scritto su una ricetta. No, non sono pazza (almeno credo). Sono solo stanca, stufa, stressata. E non mi sembra poco. Voi cosa dite?

Il telelavoro in Italia? No, in Italia ci vorrebbe il teletrasporto! Devi essere presente in più posti nello stesso istante, devi fare più cose nello stesso momento. In Italia dovremmo nascere mostri con tre teste e mille arti così da riuscire a fare le cose necessarie. In Italia non puoi avere una vita privata perché o nasci ricco o nasci schiavo. In Italia non puoi avere un hobby, a meno che non si vada a votare per avere una giornata di almeno 48h. In Italia non puoi avere dei figli se nel frattempo hai anche un lavoro, a meno che non li fai adottare da qualcuno.

E’ Halloween, ripeto, quindi ditemi che è uno scherzo!

Cioè tu ingrassi, hai nausee fino a 20 minuti prima del parto, ti fai aprire, ti fai chiudere e quando, finalmente, puoi goderti il frutto di tutti i tuoi sacrifici devi assentarti solo per quelle 15h al giorno. E nel frattempo cosa accade? Che tuo figlio è diventato maggiorenne e quando te ne rendi conto, ma solo perché ti sta chiedendo i soldi per l’auto e la festa, chiedi il test del DNA perché non sei così sicura che quell’estraneo che ti gira in casa sia sangue del tuo sangue. Lo fissi e non ricordi come sia diventato così grande se ieri era così piccolo, ma il problema è tuo non suo perché non era ieri. Sono passati 18 anni e non sai che cosa è successo nel frattempo. Chi sono i suoi amici? Come va a scuola? Ma, soprattutto, ci va? E’ fidanzato? Sei già nonna? Sono domande a cui vorresti dare una risposta, ma anche no! Alcune risposte fanno così male che è meglio non averle.

Per non parlare del fantastico mondo pensionistico. Penso cosa? Ecco, non pensate che è meglio. Lo sapete benissimo che la parola pensione quando arriverà il turno nostro non esisterà più. Si inventeranno altre cavolate (volevo usare un altro termine, sappiatelo) e ci vieteranno di fare le nonne quando ci hanno già vietato di fare le mamme. E non me la prendo tanto con i datori di lavoro, perché stanno navigando lo stesso mare in tempesta in cui siamo noi. Loro sono su uno yacht, una barca a vela, una barcarola mentre noi non siamo neanche su un gommone, ma stiamo annegando nel mare in tempesta sorretti solo da un lifebelt (che fa tanto cool la parola inglese) un po’ logoro perché già usato da chi ci ha preceduto e non c’è più.

 Tempo fa ho pubblicato questo post e, oggi, mi ritrovo qui a trattare lo stesso argomento. Non ci vuole una mamma per capire che non si possono tenere certi ritmi e certi orari… ah, sono una mamma. Non ci vuole una persona laureata in economia per capire che non si può continuare ad uccidere il mondo del lavoro in questo modo e di conseguenza non far girare l’economia… ah, sono una laureata in economia. Non ci vuole un genio a capire che andando avanti in questo modo imploderemo in noi stessi, anzi in un buco nero che ci risucchierà tutti… ah, vuoi vedere che sono un genio?!?!??!?!

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Bene, cara dolce Italia, buon Halloween! E cari capoccioni che siete in alto, buon Halloween anche a voi con l’augurio che il vostro TRICK OR TREAT sia deliziosamente amaro.

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