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Quando ero incinta mi capitava spesso di andare a fare baby shopping e nella mia lista dei desideri c’era un baby monitor, ma non sono riuscita a trovare il prodotto adatto alle mie esigenze. Se avessi avuto tra le scelte lo smart baby monitor uGrow di Philips lo avrei acquistato immediatamente. Non un monitor che permette di controllare semplicemente il bambino da una distanza ravvicinata e basta, ma il Monitor con la M maisucola che non solo permette di controllare il bambino da una stanza all’altra ma da una parte all’altra della città anzi proprio da una città all’altra. Attraverso un’applicazione gratuita che si può scaricare su smartphone e tablet Android e iOs è possibile restare in contatto sempre con il monitor sia visivamente sia vocalmente.

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L’ho provato facendo vedere JP al coinqui in trasferta di lavoro in Calabria e ci vedeva bene, noi lo acoltavamo perfettamente mentre ci parlava ed ascoltavamo anche le canzoncine che sceglieva per noi.

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E’ possibile utilizzarlo sia in visione diurna sia in visione notturna e collegare fino ad un massimo di 10 account con 3 utenti simultaneamente connessi. L’app comunica in tempo reale se il baby sta piangendo e se la temperatura nella stanza rispecchia determinati parametri che si possono impostare. Tutte le informazioni tecniche sul baby monitor uGrow Philips si possono leggere quì.

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Continuo ad usarlo quotidianamente, durante le mie giornate lavorative quando sono in uffcio e JP è a casa con i miei. La osservo e ci posso parlare e lo trovo uno strumento utilissimo. Prima, durante le pause pranzo, riuscivo solo a sentirla telefonicamente, oggi la vedo, la osservo mentre gioca e le posso parlare capendo anche quali sono i suoi comportamenti al suono della mia voce. E’ uno strumento che permette di abbattere le barriere della distanza consentendo ai genitori lavoratori di poter essere sempre in contatto con i propri figli. Lo trovo anche un valido aiuto per quelle persone che non hanno il supporto dei nonni e sono costrette a lasciare i piccoli con le babysitter. Inserire questo strumento in una stanza principale consente di osservare il comportamento che gli altri hanno con i bambini così da poter intervenire in maniera tempestiva. E tempestivo è stato il mio intervento durante una crisi di pianto di JP che cercava disperatamente la sua mamma e voleva vedermi. Lei era ada una festa di un amichetto edell’asilo insieme a mia madre ed io ero appena rientrata a casa dal lavoro. Avevo provato a calmarla nel tragitto metro/casa, ma nono ho ottenuto gli effetti desiderati. E’ bastato accendere il monitor, collegarmi con mia madre ed interagire visivamente con JP che, dopo un po’, si è calmata.

Se lo avessi conosciuto prima sicuramente mi avrebbe fatto vivere in maniera più serena il rientro in ufficio dalla maternità. Avendolo conosciuto solo ora sto, sicuramente, recuperando il tempo perduto strausandolo per tutte le esigenze. Il coinqui è nuovamente fuori città per lavoro e noi gli facciamo sentire tutto il nostro affetto in ogni momento con un semplice click.

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