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Spesso leggo su facebook post sui mitici anni ’80 ed i fantastici anni’90 e non posso non viaggiare con la fantasia fino a ritornare alla mia infanzia. Osservo quelle immagini ed un velo di nostalgia pervade i miei ricordi quando da piccolina Bebi Mia era la bambola innovativa che parlava, chiamava mamma e diceva delle frasi, quando il primo tablet si chiamava Grillo Parlante ed il primo pc Commodore 64, quando i pomeriggi si giocava tutti insieme per strada fino a quando c’era la luce.

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Bebi Mia
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Grillo Parlante
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Commodore 64

E tra un nascondino, una palla avvelenata, una campana e qualche partita a calcio si tornava con un ginocchio sbucciato dove veniva prontamente posizionato un cerotto anonimo (oggi i cerotti sono stupendi, tutti colorati).

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Gioco della campana

Non esistevano telefoni e se qualcuno ti cercava correva il passaparola e capitava che incontravi una signora che ti diceva “ti sta cercando tua nonna”. Sì, perché mia nonna si affacciava dalla finestra ed iniziava a gridare i nostri nomi e tutti ormai ci conoscevano. L’appuntamento era sempre lo stesso, dopo i cartoni tutti in cortile, e non esistevano chat, messaggi o altro. Se volevi chiamare qualcuno lo facevi dal telefono fisso posto nel luogo della casa più frequentato dove non avevi un minimo di privacy.

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Telefono anni ’70-’80

I tempi del telefono senza fili erano ancora lontani, figuriamoci quelli del cellulare. E quando pioveva ci si incontrava tutti a casa di qualcuno a giocare con le macchinine, le barbie, i masters od il mitico Intellivision.

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Masters
Barbie 80S Ladies
Barbie
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Intellivision

I capelli venivano lavati con lo shampo Baby Johnson perché non faceva lacrimare (bugia!) e se si era bravi con lo shampoo Campus, quello buonissimo alla mela verde.

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Shampoo Campus alla mela verde

E se si stava male? Beh, se si stava male e si aveva qualche malattia contagiosa avevi la processione in casa perché le malattie è meglio prenderle da piccoli perché sono più leggere quindi si cercava il più possibile il contatto con il malato. La medicina che curava tutti i mali si chiamava Tachipirina e si doveva dare solo sopra i 38, accompagnata all’occorrenza dallo sciroppo Bactrim. Odiavo la Tachi somministrata solo tramite supposte ed odiavo anche il Bactrim.

Oggi le bambole fanno tutto e preferiscono anche giocare tra di loro senza la presenza delle bambine. Cioè, la bambola cucina, si lava i capelli, spolvera, stira e tu la osservi. I pc sono talmente tanto tecnologici che non hanno bisogno degli arti di un essere umano per interagire perché captano il pensiero, quindi i bambini possono anche rimanere seduti che sullo schermo l’omino si muove in autonomia. Oggi il regalo più gettonato per la nscita è il cellulare perché il bambino deve poter contattare i genitori senza problemi. E non vi preoccupate se siete in cucina e non sentite una vocina gridare MAMMA perché vi deve chiedere una cosa importantissima (tipo dove si trova il suo gioco preferito che voi per magia troverete sempre al solito posto), starà sicuramente comunicando con voi tramite whatsapp ed ecco lo squilletto del vostro telefonino ed indovinate chi è? vostro figlio, ovvio. L’appuntamento per andare al parco viaggia su chat, su facebook, su whatsapp e, a forza di viaggiare, non ci incontra. Al parco non si può più andare da soli perché è pericoloso e se non si ha mamma/papà/nonna/nonno/tata a seguito non si può uscire. Se si torna a casa con un ginocchio sbucciato si chiama immeditamente la guardia medica, si mobilita il miglior ospedale di zona e si comunica tramite facebook a tutti i parenti e amici l’immane tragedia. Per lavare i capelli ci sono mille prodotti, mille formule, per capelli fini/spessi/grassi/secchi/mori/castani/biondi e bisogna capire quale tonalità di colore si ha in testa. Cioè per lavare i capelli è preferibile consultare un chimico. E se si sta male? Beh, se si sta male è una grossa tragedia. Oggi non si consulta più il medico curante, ma più medici/luminari/guardia medica/pronto soccorso. E se ognuno da un parere diverso dagli altri inizia un’altra tragedia perché chi avrà ragione tra loro? A questo punto la soluzione è quella di inviare un doodle per capire quale responso prevale sugli altri. E se si prende una malattia esantematica (ora va tanto di moda questa parola, talmente tanto che l’ho imparata anche io) la quarantena è la migliore soluzione perché anche solo vederti in foto su facebook può provocare il contagio. Ma la soluzione a tutti mali esiste, direte voi, si chiama Tachipirina. Beh, la tachi funzionava ai tempi nostri, oggi il rimedio a tutti i mali si chiama Nurofen (da assumere solo dopo il consulto con il pediatra) ed esiste in sciroppo in vari gusti in base alle preferenze del piccolo paziente. La tachi non ha più il vincolo del sopra i 38, ma si può prendere anche per un mal di testa.

Adesso non so dire quale infanzia possa essere migliore del’altra, ma forse ha ragione chi dice “si stava meglio quando si stava peggio”…

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