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Sono una mamma cattiva?

Quante volte mi sono posta la stessa domanda e quante altre ancora me la porrò…

“SONO UNA MAMMA CATTIVA?”

Guardo le ragazze, le osservo, le invidio, le ammiro, le rimpiango. In loro cerco quello che ero, quello che avrei voluto essere, quello che sarei potuta diventare se…

Se mi fossi trasferita a New York

La laurea sul muro, i sogni nel cassetto, la speranza nel futuro. Stava iniziando la mia conquista del mondo. Con un biglietto tra le mani salivo su un aereo diretta negli Stati Uniti. New York, la mia amata New York, Mi ha accolta, ovviamente, a braccia aperte. Ci siamo amate tanto ed è stato bello finché è durato e, come tutte le cose belle, ha avuto un inizio e una fine. Sono tornata a Roma senza rimorsi e senza rimpianti, ma con tanta voglia di conquistare il mondo. Ovviamente è andata in maniera diversa, leggermente diversa. Si, giusto leggermente.

Se mi fossi trasferita in Texas

Quando l’America chiama, la sottoscritta risponde. Fase 2, Texas is the new New York. Se piangi se ridi… sono partita esattamente così. Con le lacrime agli occhi e le farfalle nello stomaco. Io e lei, l’America, abbiamo un filo diretto, un cordone ombelicale mai tagliato. L’America è la mia mamma adottiva perché la mia mamma di nascita sarà sempre e solo Roma. Ho amato anche il Texas e anche lui mi è rimasto nel cuore. Sarà che i texani sono matti e sono fuori dalle righe, sarà che sono allegri e amiconi, sarà ma forse non è stata. Anche questa volta sono tornata a Roma con la voglia di conquistare il mondo. Anche questa volta è andata in maniera diversa, leggermente diversa. Si, giusto leggermente.

Se avessi fatto ciò che avrei voluto effettivamente fare, forse oggi non starei qui a scrivere piangendomi addosso. Non starei qui a sognare una vita che non è mia. Non starei qui a cercare di migliorare il mio futuro senza sapere da dove iniziare.

Roma non è stata costruita in un giorno, ma è diventata il centro del mondo. Si ok, sono di parte. E allora?!

Non fraintendetemi, amo mia figlia e per lei darei la mia vita senza pensarci un secondo e lo farei con il sorriso sulle labbra. Però… ecco vedi, in tutte le frasi belle c’è sempre un però. Si e non vorrei dirlo, ma a voi lo dirò.

  Ma non posso, ho una responsabilità. Ho una figlia e lei dipende da me. Io posso distruggermi e reinventarmi senza problemi, ma lei non la posso distruggere. Posso solo aiutarla a crescere nel migliore dei modi e, un giorno, rivedere in lei quella giovane ragazza dalle grandi speranze e potenzialità. Quella ragazza dalle grandi ambizioni con il luccichio negli occhi di chi sa come conquistare il mondo e gioire insieme a lei della sua vittoria, la nostra vittoria.

Mi trovo ad osservarla in maniera distaccata, come se lei non fosse mia, come se io non fossi sua. La osservo e mi sussurro “Scappa ora che non ti vede. Scappa ora che non ti sente. Vai a conquistarti ciò che è tuo! Vai a prenderti ciò che ti spetta!” Provo a muovere dei passi, ma mi sento pesante, come paralizzata al suolo. Sento qualcuno che mi blocca e che non mi permette di fuggire.

Mi chiudo in bagno, in me stessa, nella mia vita fantastica e assaporo una lacrima mentre scende spontanea. Poi un’altra e poi un’altra ancora e un fiume in piena solca il mio viso e si ferma sul mio sorriso. Sono pazza? No! Non ho chiuso bene la porta, o forse non l’ho voluta chiudere.

Mi fissa, ci fissiamo. Noi due ci capiamo anche a km di distanza, noi due siamo una cosa sola. Mi abbraccia, ci abbracciamo come non ci fosse un domani.

“Amore, se potessi tornare indietro vorrei altre mille volte una figlia come te.”

“E io una mamma come te.”

Non sarò diventata quella donna che avrei tanto voluto essere, ma credo di essere quella mamma che non avrei mai pensato di diventare.

madre e figlia

 

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