Oggi mi distraggo perché il silenzio della cucina non è proprio silenzioso. C’è un camion nella mia via, di quelli grossi che fanno rumore e la mia via è piccola sia in larghezza sia in lunghezza. E’ privata, ma di privato non ha nulla. Dalla mattina alla sera è un via vai di auto e persone. 

Un po’ come la vita di alcuni di noi, privata ma maledettamente pubblica. Ci arrabbiamo se qualcuno racconta di noi, se qualcuno si informa di noi però poi siamo i primi a spiattellare al mondo intero anche la più oscura intimità. Conosco più cose dei miei conoscenti rispetto a quelle dei miei parenti.

Assurdo, no!?!

Conosco la disposizione degli oggetti nei mobili delle vostre case, ma non so neanche dove abita mia cugina. Quale cugina? Una delle tante e vi assicuro che ne ho proprio tante.

Oggi condivido con voi ciò che ho vissuto pochi giorni fa. Ho partecipato ad un evento, ma non perché mia abbiano invitata. Ancora non mi invita nessuno e sono sicura che, prima o poi, capiranno l’errore che stanno commettendo (è una battuta, ridete insieme a me).

Ho scoperto per vie facebookiane che c’era questo evento nella mia città. Già qui squillo di trombe e rullo di tamburi perché a Roma organizzano poco e niente (peccato!). Ho deciso così di autoinvitarmi. Oh, in fin dei conti si poteva fare. O ricevevi l’invito perché VIP (potete leggere sia very important person sia very inutil person. Per come la penso io spesso vale la seconda. Ok, anche più di spesso) o ti invitavi perché… che ne so perché. Ognuno avrà i suoi buoni motivi per autoinvitarsi.

Io ho fatto peggio. Mi sono autoinvitata, ma ho sbagliato l’autoinvito. Alla fine sono entrata da imbucata ufficiale. Sguardi severi da parte loro, sorriso gentile da parte mia, nasi arricciati da parte loro, sorriso gentile da parte mia, piccolo rimprovero da parte loro (avevano ragione, ero io ad aver sbagliato), sorriso gentile da parte mia… ingresso effettuato.

Dove voglio arrivare?

Va beh, sarò sincera anche questa volta. Ho provato delusione. Un po’ per l’evento, un po’ per le persone, un po’ per l’organizzazione. E la stessa cosa l’ha provata chi era con me.

Avete presente quando avete tante aspettative per qualcosa? Purtroppo spesso capita di rimanere deluse dalle troppe aspettative.

Ecco, io avevo tante aspettative su l’evento e l’organizzazione. Mi aspettavo qualcosa di TOP, qualcosa che mi facesse rimanere a bocca aperta e sussurrare WOW. Beh, è stato tutto il contrario. Alla fine mi sono accomodata in una stanza ad osservare quel mondo di apparenza quando l’apparire diventa un eccesso.

Persone che si salutano in base ai K. Quando poi sappiamo tutti che i K si comprano a poco prezzo, come quando acquisti cibo scadente ma lo spacci per qualcosa di prelibato. Persone che su carta cercano di fare le simpatiche e poi dal vivo le vedi baciare l’aria, non ascoltare ciò che l’altra sta dicendo, emettere il più falso dei sorrisi di circostanza, poi girarsi e alzare gli occhi al cielo. No, non lo hanno fatto con me. Io osservavo.

Non mi vendo per qualche K e non andrò mai ad adulare chi è sopra di me solo per ottenere qualcosa. Io converso con tutti, ma parlo con pochi. E quei pochi spesso hanno anche pochi K (forse non ci arrivano neanche alla K) però hanno tanto da dire.

C’è una persona che stimo, beh forse sarebbe meglio dire stimavo. Una persona all’inizio molto simile a me. Vi è mai capitato di incontrare una persona che, pur non conoscendola, è come se la conoscete da sempre? Bene, lei era questo. Ho letto tutto di lei e, spesso, conoscevo già il finale prima di leggerlo perché avrei fatto e detto le stesse cose. Poi ho iniziato a leggerla sempre più distrattamente e sempre meno, fino ad arrivare a non aprire più il suo blog, a non vedere più i suoi video, a non sbirciare più il suo Instagram.

L’ho incontrata anni fa, quando di K ne aveva pochino, ed era stata molto carina. Abbiamo chiacchierato. Capitava poi di scambiarci due parole nel web. Tutto molto sporadico e naturale. Io la seguivo perché mi piaceva quello che faceva. Ultimamente qualcosa è cambiato.

Per me l’unica K ad avere reale importanza è la vitamina!

Questa cosa mi ha deluso. A Roma si dice “Oh, ma che hai fatto i soldi che neanche saluti?”

Ho scoperto che non sono la prima e la sola a pensarla così. Beh, è un peccato. Va beh, non le faccio una colpa e penso che è stato bello finché è durato. Come le amicizie non durano per sempre così anche le simpatie virtuali possono terminare. Magari un giorno le nostre strade si rincontreranno, magari si incontreranno proprio. Per il momento le auguro un grande in bocca al lupo.

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E voi avete qualche persona che seguivate tanto e, ultimamente, non vi piace più come prima? Non voglio nomi, solo sapere che non sono l’unica 🙂

 

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