Dopo aver detto ADDIO a Peppa, Daniel e Masha abbiamo iniziato a pensare che JP stava crescendo. Un po’ velocemente lo ammetto, ma era inevitabile. E l’ho desiderato tanto, l’ho voluto come poche cose al mondo. Non vedevo l’ora di parlare con mia figlia, di giocare con mia figlia, di fare shopping con mia figlia, di guardare i cartoni con mia figlia, di…

Ma che razza di cartone animato è questo!???!?!? Voglio Georgie che corre felice sul prato e nel frattempo si ripassa tutto il parentado (penso che Brooke abbia preso spunto da lei). Voglio Lady Oscar grazie alla quale non dimenticherò mai più la data della presa della Bastiglia. Voglio Tutti in campo con Lotti, lui il giapponese che mangia spaghetti e noi gli italiani che mangiamo noodles (io mai assaggiati, voglio sottolinearlo). Voglio Holly&Benji e i loro campi di calcio infiniti, anche perché credo che la finale ancora non è terminata e la vorrei vedere. Voglio Creamy e la sua bacchetta magica, semplice e raffinata.

Voglio quei cartoni animati che non avevano un merchandising dietro e se li volevi fisicamente dovevi aspettarli alla tv o sognarli la notte.

Ah, non potete neanche immaginare quante volte sono uscita con Shiro e Benji. Non insieme, è ovvio. Uno si allenava i giorni dispari e l’altro i giorni pari, mi piaceva vincere facile. Ricordo che quando volevo mascherarmi da Lady Oscar mi sentivo dire che non potevo perché non ero bionda. No, non esistevano le parrucche da Lady Oscar. O nascevi bionda o nascevi Andrè. Visto che non volevo fare Andrè, mi sono iscritta a tennis e sono diventata la nuova Jenny la tennista.

Oggi i cartoni animati sono solo Business come direbbe Tina. Ma un business pessimo aggiungerei io, di quelli che oggi mi hai fregato e domani ciaone proprio!

Era molto meglio quando l’unica cosa che mi accomunava a Mila, oltre a Shiro nei sogni ovviamente, era un pallone anonimo ed un campo da pallavolo. Toh, al massimo due ginocchiere e nulla più.  Nessuna bambolina dai capelli rossi, nessuna maglietta con scritto Seven (aspettate che vado su Amazon a vedere se la fanno).

Arriviamo alla nota dolente. Mia figlia adora Regal Academy, in particolar modo Rose. Fin qui nulla di male, è anche molto carina, è fashion, è simpatica, è pasticciona, adora le scarpe, ma soprattutto è vera. Ecco, potrebbe piacere anche a me questa simpatica ragazzina se non fosse per il suo BUSINESS. Julia non ha fatto in tempo a dire “Che bella Rose” che tutti i negozi di zona avevano, magicamente, esposto in vetrina tutto il merchandising della simpatica bambolina. Anche il gioielliere di zona, cioè soprattutto il gioielliere di zona, calcolando i prezzi dei giocattoli di oggi.

E che fai, la bambolina non la prendi? Certo! Peccato solo che si è rotta dopo due giorni. Rotta del tipo rotta e basta, non si aggiusta. Ha un ginocchio talmente secco che la rottura è inevitabile. E non si è rotta il crociato come mi sono rotta io. Alle bamboline di oggi si amputano gli arti. Quindi? Quindi si riattacca l’arto rotto con un bel cerottone bianco, si crea una stampella e si fa la paternale sulla sicurezza. C’è da dire, comunque, che con i giochi di oggi è un po’ difficile spiegare che le cose rotte non si buttano, ma si aggiustano. Genitori di oggi vi stimo!

Rose Regal Academy
Regal Academy
Rose Regal Academy
Rose Regal Academy

E che fai, la bacchetta magica non la prendi? Potere della zucca senza bacchetta che potere è. La più emozionata ero io all’idea di avere la mia prima bacchetta a trenta…, va beh l’età non conta. Apriamo la bacchetta, a dir la verità, con la scusa che servivano le forbici l’ho aperta io. Pensavo fosse tutta tecnologica, che parlasse, che si illuminasse, che… ma che cavolata è!?!?! Si apre con un bottone e dentro c’è una pallina da ping pong. Cioè, rendiamoci conto, una pallina da ping pong rosa. E poi? Basta. Ah, poi non si richiude. Per chiuderla, la dolce e tenera JP la sbatte al muro. Ovviamente la pallina da ping pong è sparita dopo 10 minuti (l’ho ritrovata, don’t worry). Adesso ho capito la magia della bacchetta… sparisce la palletta.

Regal Academy
Regal Academy
Regal Academy

E che fai, il costume di carnevale di Rose non lo prendi? NO! NON LO PRENDO!!!!! E che cavolo! Sessanta euretti, ripeto sessanta euretti per un costume che metterà due volte e poi basta?!? Cioè, se lo compro poi la mando a scuola con la divisa della Regal Academy, giuro! Poi, venisse la regina a dirmi che non abbiamo discendenze nobili. Vorrei ricordare che siamo, pur sempre, i principi dei galli (il coinquilino è un Princigalli). Mica robbbbbbetta da poco!

Poi, sinceramente, se il vestito rispecchia la bambolina che rispecchia il cartone animato, a mia figlia non entra. Julia ha un ginocchio normale, non un ginocchio grande quanto un dito. Poi non voglio fare la vintage di turno, ma la faccio lo stesso (sticavoli tutto attaccato). Sessanta euretti sono le vecchie centoventimilalire, tutto attaccato anche in questo caso.

Ecco, il vestito di carnevale di Rose, a Julia lo faccio io. E i vostri bimbi quale maschera di carnevale hanno scelto?

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